28 Giugno 2018

Fulvio Testi: multato 15 volte in un mese ma vince il ricorso

Il famigerato autovelox di viale Fulvio Testi l’ ha colto in fallo per ben quindici volte in un solo mese. Eccesso di velocità contestato. Quindici multe. Un salasso, più di 2.500 euro. Eppure un cittadino, che ha fatto ricorso davanti al giudice di pace assistito dal Codacons, è riuscito a farsele annullare tutte insieme. Il Comune non si è costituito, non si è difeso: e dunque in udienza sono state accolte una per una le eccezioni del ricorso, senza discussione. Le contravvenzioni vanno dal 15 dicembre, giorno in cui l’ autovelox è entrato in funzione, a metà gennaio. Quasi duecento euro ad infrazione. L’ obiezione mossa ai verbali è duplice. Da un lato, «la segnaletica è lacunosa» e «l’ apparecchio non sufficientemente visibile», si legge nel ricorso dell’ avvocato Marco Maria Donzelli, alla testa dell’ associazione dei consumatori. «L’ autovelox è stato posto proprio nel punto della strada dove il limite di velocità muta da 70 a 50 km/h, sollevando polemiche dei cittadini, vittime di uno stratagemma utile al Comune per fare cassa», annota il legale. Dall’ altro, le multe sono arrivate a distanza di oltre due mesi dall’ infrazione: «Questa tempistica non ha consentito al cittadino, che percorre tutti i giorni quel tragitto due volte, per andare e tornare dal lavoro, di accorgersi per tempo e ravvedersi». Continua il ricorso del Codacons: «Questo tipo di multe rappresentano una sorta di “tassa occulta”. L’ amministrazione si rivolge ad una società privata che concede in locazione a costo zero i propri apparecchi elettronici (come gli autovelox) e l’ amministrazione riconosce dal 32 al 40 per cento delle multe incassate alla società». Un’ ipotesi, cui il Comune – non presentandosi – non ha replicato. Ancora si legge: «Se l’ amministrazione non riesce a redigere e notificare le multe, affida questo servizio alla stessa società privata. Ma le multe possono essere redatte solo da agenti di polizia». La discussione è aperta. Ma in udienza «l’ amministrazione non c’ era, non era lì a controbattere».
elisabetta andreis

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox