23 ottobre 2018

Fulmine su mega Camera

a distanza di un anno dall’ installazione non è ancora stato deliberato lo statuto presentata una diffida a mise e regione. per l’ associazione la camera unificata non potrebbe svolgere alcuna funzione. all’ ars interrogazione di figuccia
Riesplode in grande stile la guerra attorno alla mega Camera di commercio di Catania, Ragusa e Siracusa e della Sicilia Orientale, quella nata, dopo un iter lungo, dalla fusione degli enti di Catania, Ragusa e Siracusa. Con una formale diffida inviata al Ministero dello sviluppo economico e al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, il Codacons ha chiesto di disporre lo scioglimento della Camera per violazione delle norme vigenti. L’ ente in questione, di cui fa parte anche una rappresentanza Codacons, pur essendo stato istituito con formali delibere del 2015 e avendo i suoi organi politico-amministrativo insediati dal 4 settembre 2017, a oggi non dispone di alcuno Statuto, a detta dell’ associazione dei consumatori in violazione della normativa vigente. Nella diffida presentata dall’ associazione è infatti possibile leggere: «Ai fini di garantire l’ operatività e il funzionamento dell’ ente è essenziale, da parte dell’ organo preposto, l’ adozione di uno Statuto che può essere allegato all’ atto costitutivo: lo Statuto contiene le norme relative al funzionamento della persona giuridica, anche se forma oggetto di atto separato, si considera parte integrante dell’ atto costitutivo. La mancata adozione dello Statuto da parte della Camera di commercio integra pertanto una grave e persistente violazione di legge, rappresentando al contempo una circostanza preclusiva del normale funzionamento dell’ ente, tale da legittimare, in base a quanto dispone l’ art. 5 della L. 580/1993 e gli artt. 4 e 6 della L.R. 4/2010, lo scioglimento del Consiglio camerale». Nel dettaglio, il citato articolo dispone espressamente che «i consigli sono sciolti con decreto del Ministro dell’ Industria, del Commercio e dell’ Artigianato: a) nel caso di gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico; b) quando non ne possa essere assicurato il normale funzionamento». Per l’ avvocato Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons, «l’ assenza di Statuto, oltre a costituire una violazione di legge, impedisce il regolare funzionamento dell’ ente e dei suoi organi, non essendoci una fonte che disciplini in modo dettagliato attribuzioni e competenze, con il rischio che alcuni organi potrebbero invadere e arrogarsi competenze e funzioni proprie di altri, o rimanere inerti e non esercitarle. Per questo abbiamo diffidato il Mise e la Regione Siciliana a disporre lo scioglimento del Consiglio». Un fulmine che non ha lasciato indifferente il mondo politico e che ha sollecitato la presa di posizione assai netta di Vincenzo Figuccia, deputato dell’ Udc all’ Ars, nonché leader del movimento Cambiamo la Sicilia. «Ritengo che sia anomalo che nessuno si sia mai accorto dell’ assenza dello Statuto», ha evidenziato Figuccia, «lo Statuto in un ente così importante come quello della Camera di commercio della Sicilia Orientale serve, come per tutti gli enti, a definire le regole del gioco. Quantomeno strano che nessuno se ne sia mai accorto. Chiedo quindi al presidente della Regione di intervenire subito su quest’ anomalia, ricordando che pur le Camere di commercio sono state spesso oggetto di attenzione da parte di interessi, del malaffare e di progetti, sovente criminosi, finiti altrettanto spesso in inchieste che hanno coinvolto negli anni nomi eccellenti. Oggi, chiedo quindi al presidente della Regione di intervenire subito sulla base di questa diffida legale, per arrivare alla sospensione e fare in modo che la legalità, la trasparenza e il rispetto delle regole vengano garantite all’ interno di strutture così delicate. Lo dobbiamo al mondo degli artigiani, degli agricoltori, dei commercianti, delle imprese e dei consumatori, tutte realtà che sono rappresentate all’ interno di consigli di fatto a oggi non nelle condizioni di poter operare». Ma c’ è dell’ altro. Nella diffida presentata, infatti, del cui testo MF Sicilia è in possesso, si legge che «oltre alla mancanza della Statuto, un’ ulteriore ipotesi di violazione di legge si ravvisa nella formazione della giunta, già oggetto di precedente contestazioni e diffide da parte del Codacons, in quanto la composizione non rispetta la normativa vigente in tema di garanzia di pari opportunità tra uomo e donna». Per l’ esattezza, il decreto legislativo n. 23 datato 15 febbraio 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre 2011, dispone espressamente: «Gli statuti camerali prevedono comunque che le organizzazioni imprenditoriali, o loro raggruppamenti, ai quali spetta di designare complessivamente più di due rappresentanti, individuano almeno un terzo di rappresentanti di genere diverso da quello degli altri». La giunta della mega Camera del Sud Est, invece, consta di 8 membri, compreso il presidente, di cui 7 componenti di genere maschile e uno solo di genere femminile. (riproduzione riservata)
antonio giordano

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