29 Novembre 2001

Fughe di gas: pochi controlli su caldaie e tubature

Fughe di gas: pochi controlli su caldaie e tubature
L?Adiconsum: «L?Italgas deve rivedere il suo piano di sicurezza». Il Codacons: «Impianti vecchi nel cuore di Roma»

Una rete ad altissimo rischio, quella che attraversa il sottosuolo della capitale? Parliamo ovviamente del metano che viene erogato alle cinquecentomila utenze cittadine. Il dubbio affiora fortissimo dopo la sciagura di Val Melaina. Ci si interroga, si cerca di capire quanto siano sicure le condutture del gas che penetrano negli stabili, se vengono eseguite ispezioni periodiche sulle stesse e con quale rigore.
Ci si chiede, soprattutto, se la terribile esplosione dell?altro ieri in via Ventotene non sia l?esito scontato di una strutturale inadeguatezza della rete, unita ad una manutenzione carente e ad errori di valutazione. Interrogativi legittimi, ai quali cercherà di dare una risposta la Magistratura. Ma intanto la gente teme che altri incidenti possano ripetersi.
Le associazioni degli utenti vanno giù dure. «L?Italgas ? tuona Giovambattista Gassi, segretario regionale dell?Adiconsum ? deve rivedere il suo piano di sicurezza con provvedimenti drastici. Anzi tutto deve eseguire un controllo di tutta la rete, ribonificandola, procedendo al controllo di tutti i chiusini, che non vengono mai ispezionati, e redigendo una mappatura completa della rete stessa. Occorre insomma un urgente monitoraggio degli impianti, adottando anche dei sistemi che consentano di porre le valvole del gas anziché sottoterra, in posti più accessibili».

«A Roma ? dice Giancarlo D?Alessandro, assessore alle Politiche della manutenzione urbana ? la rete del gas esiste dai tempi della Romana Gas. Poi con la metanizzazione sono state installate nuove tubature. Sulla base della convenzione con il Comune di Roma, l?azienda concessionaria, cioè l?Italgas, è tenuta al rinnovo di almeno cento chilometri di tubature l?anno, partendo da quelle più vetuste o che presentano problemi. Io ho anche avanzato l?idea ? aggiunge ? di dar vita ad una società del sottosuolo affinché si possa procedere ad una radicale bonifica del sottosuolo romano».
Una rete, quindi, tutta da rivedere. E nella quale permangono non pochi punti deboli. «Il rischio è ancora più grave ? avverte l?avvocato Italo Mannucci, responsabile regionale del Codacons ? nei condomini nel cuore di Roma, dove sono presenti impianti di vecchia generazione, con tubazioni inserite nelle intercapedini dell?edificio. Qui, a causa di microfughe che si protraggono nel tempo e non sono tempestivamente individuate, penso si possano creare delle sacche di gas, vere e proprie bombe pronte ad esplodere. L?Italgas è responsabile delle tubazioni fino ai singoli contatori, e nei confronti dell?azienda erogatrice del gas esiste già una normativa comunitaria che prevede pene severissime, con responsabilità anche penali, in caso di omissione dei controlli».

Non meno pericolose e foriere di incidenti sono le fughe di gas dagli impianti di riscaldamento domestici, non sottoposti a rigorosi controlli, come invece impone la legge. «Qualche giorno fa, in occasione dell?accensione dei riscaldamenti, noi abbiamo già denunciato il grosso rischio delle fughe di gas a causa della cattiva manutenzione delle caldaie e dell?assenza di qualsiasi controllo pubblico ? accusa ancora Mannucci ? sappiamo che le perdite più frequenti si verificano nel tratto che va dal contatore al bruciatore, del quale sono responsabili i singoli proprietari. I punti deboli sono proprio nelle caldaie difettose oppure nei gangli di giuntura, dove è possibile che si creino pericolose fuoriuscite di gas». Eppure esiste una precisa normativa (il Dpr 412 del ?93) che impone ad ogni possessore di impianto a gas o a gasolio di effettuare controlli periodici sulla tenuta e la sicurezza degli stessi.
Ma quanti si attengo scrupolosamente alle disposizioni sulla sicurezza? E chi dovrebbe vigilare sulla effettiva attuazione di queste misure da parte dei cittadini? «Allo stato attuale ? dice ancora Mannucci ? non c?è da parte del Comune la capacità di prevenire altre tragedie, anche perché ci sono mezzo milione di utenze da controllare».
Dal Campidoglio annunciano intanto i primi provvedimenti. «Entro questo mese ? fa sapere ancora l?assessore D?Alessandro ? affideremo all?Acea l?incarico di eseguire verifiche a tappeto sulla messa a norma di tutti gli impianti privati. E? un grande lavoro di monitoraggio che richiederà tempo e dovrà essere effettuato con continuità. Noi metteremo in atto tutti i controlli possibili ma anche il cittadino deve collaborare».

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