Fuga dei turisti dal Messico
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA Inutile ripetere ai clienti preoccupati che Città del Messico sta lontana dalle spiagge bianche dello Yucatan centinaia di chilometri, e ancora di più le altre zone colpite dal virus, quelle al confine nord con gli Stati Uniti. La febbre suina ha fermato quasi tutti i turisti italiani in partenza per il Messico questa settimana e la prossima, nonostante lo «sconsiglio» della Farnesina riguardi solo alcune zone del Paese (pagine web Viaggiare Sicuri del ministero degli Esteri) e nonostante il 90 per cento del nostro turismo sia diretto alla sola «riviera Maya», dove non si registrano focolai di infezione. «Ha rinunciato al viaggio il 70 per cento dei nostri clienti spiega il direttore commerciale di Viaggi del Ventaglio Luca Battifora . A tutti abbiamo offerto di cambiare la destinazione e il 40 per cento si è imbarcato per Santo Domingo. Agli altri offriremo un bonus che copre l’importo del viaggio. Stesso scenario la prossima settimana, siamo nell’ordine di altri 700 clienti. Nessuno ha pagato penali». Anche Meridiano ha cancellato senza far pagare penali. Spiega Andrea Sino, responsabile del prodotto Stati Uniti e Messico del tour operator: «Sugli Stati Uniti non ci sono alcun allarme e nessuna cancellazione, e del resto anche la Farnesina non sconsiglia di partire per gli Usa, quindi se un cliente chiede la cancellazione pagherà la penale. Ma per il Messico è diverso. Noi in particolare abbiamo più tour e meno mare, i nostri voli atterrano anche a Città del Messico. Quindi non andiamo lì per il momento». Le associazioni dei consumatori però sono pronte a dar battaglia. «Non tutti i tour operator si stanno comportando con responsabilità attacca il Codacons, l’associazione dei consumatori presieduta da Carlo Rienzi . E purtroppo questo dipende dall’elenco irresponsabile della Farnesina che include alcune zone e ne lascia fuori altre: il Messico va tutto sconsigliato in questo momento e i viaggi tutti rimborsati». Anche il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti si dice pronto a dare assistenza a chiunque chieda il rimborso ma ammette che «è più facile avere la meglio se la destinazione è sconsigliata dal ministero». Dispensa invece rassicurazioni Roberto Corbella, presidente di Astoi, l’associazione che riunisce i più grossi tour operator. La stagione estiva è alle porte e, anzi, già maggio e giugno sono i mesi dei viaggi di nozze, la febbre suina potrebbe far crollare la destinazione Messico. «L’allarme c’è, ci sono pure le cancellazioni ma non c’è un crollo delle prenotazioni dice Corbella . Molti hanno paura perché c’è una scarsa conoscenza geografica del Paese, tra lo Yucatan e le zone colpite dal virus la distanza in chilometri è più o meno quella che corre tra la Svizzera e la Sicilia». Mariolina Iossa In aeroporto Uno scanner controlla la temperatura dei passeggeri.
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