22 Agosto 2015

Fuel surcharge, il Codacons denuncia le compagnie aeree

Fuel surcharge, il Codacons denuncia le compagnie aeree
“Il petrolio è
calato del 63% ma continuano a imporre il sovrapprezzo per il
carburante”. Esposto in 104 procure, all’Antitrust e all’Enac

luigi grassia Quando il prezzo del greggio va giù stiamo tutti col fucile puntato sulle compagnie petrolifere perché non riducono i listini della benzina e del gasolio; ma che dire delle compagnie aeree? L’associazione di consumatori Codacons si è scatenata con una raffica di 104 esposti presso altrettante procure, più l’Antitrust e l’Enac, perché «il prezzo del barile è calato del 63% ma le compagnie aeree continuano a far pagare il fuel surcharge», cioè il supplemento per il caro-carburante introdotto quando il greggio aveva tutt’altro prezzo.

 

«Dal 2014 il prezzo del petrolio è sceso costantemente e notevolmente» denuncia il Codacons «passando dai 110 dollari al barile di maggio 2014 ai circa 40 dollari al barile di questi giorni. Un decremento che avrebbe dovuto portare vantaggi in moltissimi settori legati a trasporti, ma che non ha prodotto alcun risultato sul fronte dei trasporto aereo».

 

Cos’è e quanto ci costa il fuel surcharge  

Il fuel surcharge è la sovrattassa per adeguamento carburante applicata dalle compagnie aeree ai passeggeri direttamente sul costo del biglietto. «Si tratta di un balzello a carico dei viaggiatori» dice il Codacons «che pesa dai 25 euro a biglietto per le tratte brevi fino a 450 euro per i viaggi più lunghi. Una spesa che, almeno sulla carta, dovrebbe essere indicizzata alle quotazioni del petrolio, ma che sembra essere utilizzata dai vettori aerei per adeguare i prezzi solo al rialzo, con un evidente danno per l’utenza».

 

La posizione del Codacons  

Il Codacons osserva che secondo la federazione mondiale delle compagnie aeree (Iata) nel 2015 il guadagno extra per le compagnie legato al minor costo del carburante sarà pari a 4 miliardi di dollari rispetto al 2014. «Soldi che dovrebbero rientrare nelle tasche dei passeggeri aerei attraverso un abbattimento del fuel surcharge» dice il Codacons «ma che in realtà vengono intascati dai vettori attraverso il mantenimento della tassa di adeguamento carburante. Solo alcune compagnie asiatiche hanno ridotto l’entità della sovrattassa, che continua a pesare in modo ingente sul costo finale dei biglietti aerei».

 

Per questo motivo il Codacons annuncia un esposto a 104 procure della Repubblica di tutta Italia, all’Antitrust e all’Enac, in cui si chiede di «aprire una indagine in relazione al mancato adeguamento della tassa alle quotazioni in forte ribasso del petrolio (-63%), alla luce dei reati di truffa aggravata e aggiotaggio, e per le ipotesi di intese restrittive della concorrenza».

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