27 Novembre 2015

Fu la Banca d’ Italia ad autorizzare i bond rischiosi

Fu la Banca d’Italia ad autorizzare i bond rischiosi
carichieti, l’ ultimo rimborso c’ è stato a luglio. poi la beffa la fondazione cerca e ottiene il primo aiuto da roma

CHIETI Sono state rimborsate sino a luglio scorso le obbligazioni subordinate Carichieti e quando furono concesse ebbero una ad una l’ avallo di Bankitalia. Eppure, per decreto, quelle equivalenti a capitale convertibili in azioni valgono ora zero euro e quelle non sono convertibili in azioni non si sa bene che fine faranno, si sa solo che vengono congelate in un fondo per essere rimborsate con i frutti della liquidazione degli asset bancari. Si tratterà pure di una somma non particolarmente ingente, se paragonata al capitale totale di Carichieti, ma per il singolo risparmiatore che aveva sottoscritto le obbligazioni, magari non conoscendo neanche fino in fondo i rischi ai quali andava incontro, può essere un tracollo finanziario. C’ è chi ha visto andare in fumo i risparmi di una vita. Così come la Fondazione Carichieti, principale azionista della vecchia banca, che si è vista tramutare le azioni in carta straccia. La Fondazione è corsa ai ripari chiedendo un incontro all’ Acri (Associazione di fondazioni e casse di risparmio spa). Per tutelare i risparmiatori si muove anche il Codacons che lancia un’ azione risarcitoria collettiva. Scende in campo pure Assopopolari (Associazione nazionale tra le banche popolari) che assicura che le banche italiane si stanno ancora muovendo per evitare il tracollo degli istituti di credito a rischio. E infine resta il punto interrogativo della vertenza sugli esuberi, in cui interviene la Ugl nazionale. LA FONDAZIONE. L’ Acri risponde al grido d’ aiuto della Fondazione Carichieti e assicura tramite il suo presidente, Giuseppe Guzzetti, che si sta adoperando «affinché venga salvaguardata la presenza delle fondazioni nei medesimi territori e non venga meno il loro sostegno alle comunità di riferimento». LO SFORZO DELLE BANCHE. Corrado Sforza Fogliani, presidente di Assopolari, assicura invece che «le banche italiane (tutte con la sola esclusione delle Bcc) stanno in questi giorni deliberando lo stanziamento delle somme necessarie alla messa in sicurezza di due Casse di risparmio, di cui una Spa e di una Popolare, aderendo all’ invito di Banca Italia, già tempestivamente pervenuto». IL CODACONS. L’ associazione dei consumatori sta predisponendo un’ apposita azione risarcitoria. «E’ riservata ai piccoli investitori di Carichieti», spiega il presidente Carlo Rienzi, «lo scopo è quello di far ottenere loro il rimborso totale del valore di azioni e obbligazioni subordinate, chiamando in causa i responsabili della mala-gestione dell’ istituto di credito. A rispondere dei danni prodotti ai risparmiatori saranno anche quelle banche che hanno proposto agli utenti titoli ad elevato rischio, senza fornire le dovute informazioni sulla pericolosità degli investimenti». PAGHERANNO I LAVORATORI. «Il decreto emanato dal Governo per salvare la banche commissariate, appare largamente insufficiente per i lavoratori i quali, dal nostro punto di vista, pagheranno in maniera salatissima questo provvedimento». Ne sono convinti sia il segretario nazionale Ugl Credito, Piero Peretti, che quello territoriale Leonardo De Gregorio. «Se da un lato ci sono state assicurazioni su un iniziale mantenimento dei livelli occupazionali, dall’ altro nulla di tutto ciò è riportato nel testo del Decreto. Ma vi è di più. I lavoratori, avendo cambiato il datore di lavoro subiranno tutti i nefasti effetti del Jobs Act e del contratto a Tutele C, che tutto fa tranne che garantire i livelli occupazionali».(a.i.)
 
 

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