Ftse Mib in calo in attesa Eurogruppo, banche sotto pressione
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fonte:
- Milanofinanza.it
Le borse europee scendono in apertura con la crisi greca che frena gli investitori prima della riunione dei ministri dell’ Eurozona prevista in giornata. Ieri il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha detto che difficilmente verrà raggiunto un accordo fra lui e i suoi omologhi della zona euro in seno alla riunione odierna. Anche il presidente dell’ Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha affermato che le possibilità di raggiungere un’ intesa con Atene entro il vertice di oggi sono “molto piccole”, mentre per il vicepresidente della Commissione Ue, Vladis Dombrovskis, le condizioni tecniche per un accordo tra Atene e i suoi creditori esistono, ma ciò che occorre è la volontà politica. “Rispettino gli impegni del programma attuale”, ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. “Solo su questa base si potranno fornire nuovi strumenti. Il pricipio è: aiuti in cambio di risultati”. Comunque, per il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, la sopravvivenza dell’ euro non è legata agli sviluppi in Grecia, ma un’ uscita di Atene dall’ unione monetaria modificherebbe il carattere della zona euro. Sulle parole di Tsipras, secondo cui un’ uscita di Atene dall’ euro implicherebbe automaticamente un’ uscita di Roma e Madrid, il banchiere centrale tedesco ha spiegato che la situazione in Italia e Spagna è molto diversa e ha definito “minacce di questo tipo sconcertanti”. Senza nuovi fondi dai creditori internazionali, la Grecia ha avvertito che andrà in default allo scadere del 30 giugno, quando è in programma il rimborso di 1,6 miliardi di euro al Fmi. Un’ autorevole fonte Ue ha detto, tuttavia, che, anche qualora saltasse il pagamento della rata al Fmi, non sarebbero automatici un’ uscita del Paese dalla zona euro e un default anche rispetto ai prestiti europei. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi sale sopra i 155 punti a 157 in avvio dei mercati europei. Il rendimento del decennale è al 2,34%. Il differenziale Bonos/Bund segna 156 punti per un tasso del 2,35%. Dopo la Germania sul tratto decennale e Grecia e Portogallo ieri sul brevissimo, sul fronte dell’ offerta si attivano oggi Francia e Spagna. Parigi mette sul piatto fra 7,5 e 8,5 miliardi di Oat 2018, 2019, 2020, fra 1,5 e 2 miliardi di titoli Oatei 2022 e 2040 e di Oati 2023. Madrid offre invece fra 2,5 e 3,5 miliardi di titoli di Stato 2018, 2020, 2025. L’ euro vale 1,1340 dollari dopo aver chiuso a 1,1335 venerdì. A Piazza Affari l’ indice Ftse Mib scende dello 0,14% a 22.193 punti, trascinato al ribasso da alcune banche come Unicredit (-0,17% a 5,96 euro), Intesa Sanpaolo (-0,32% a 3,11 euro) e Mps (-1% a 1,85 euro), questa in attesa del pronunciamento del Tar sulla richiesta del Codacons di sospendere l’ aumento di capitale da 3 miliardi lanciato dalla banca. Tra le popolari, Bper, che potrebbe sottoporre il progetto di trasformazione in spa nell’ assemblea di bilancio che si terrà nella primavera del prossimo anno, arretra dello 0,07% a 7,40 euro. Bpm segna un -0,11% a 0,9015 euro e il Banco Popolare un -0,07% a 14,41 euro. Oggi Nomura ha ripreso la copertura di Bper con un rating buy e un target price a 8 euro. Inoltre, ha alzato il target price di Bpm da 0,70 a 0,80 euro, ribadendo però il rating neutral. Ha alzato anche il prezzo obiettivo del Banco Popolare da 12,6 a 13,5 euro (neutral) e di Ubi Banca (+0,14% a 7,025 euro) da 7,2 a 7,9 euro (buy). Acquisti, invece, su Telecom Italia (+0,63% a 1,117 euro) con Vivendi che si sarebbe già assicurata la possibilità di arrotondare la sua partecipazione fino al 15% senza il rischio di far scappare i prezzi, quindi con strumenti derivati, a un valore predeterminato. Il cda di Vivendi potrebbe riunirsi già entro il fine settimana per dare il via libera all’ ascesa fino al 15%. Inwit si appresta a fissare il prezzo dell’ Ipo a 3,65 euro per azione, permettendo alla controllante Telecom Italia di raccogliere circa 796 milioni dalla vendita del 36,33% del capitale della società. Ieri intanto è stato stipulato l’ atto di scissione di Telco, la holding di controllo di TI, che diventerà efficace a partire dall’ iscrizione nel registro delle imprese delle società beneficiarie.
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