13 Giugno 2013

Frutti di bosco congelati e epatite A. Chi vigila sulla sicurezza alimentare?

Frutti di bosco congelati e epatite A. Chi vigila sulla sicurezza alimentare?
 

l’ allerta del ministero della salute Frutti di bosco congelati e epatite A Chi vigila sulla sicurezza alimentare? Da noi agiscono i Nas, la Polizia municipale e la Guardia di finanza Frutti di bosco sospetti: chi vigila sulla sicurezza alimentare? Allarme frutti di bosco congelati: il primo campanello s’ era sentito due mesi fa ma già dal settembre 2012 si era verificato un insolito incremento di casi di epatite A , secondo quanto dichiara al “Salvagente”, la dottoressa Anna Rita Ciccaglione dell’ Istituto superiore di sanità. Come diciamo sul Corriere di giovedì 12 giugno, nella rubrica Uso e Consumo, il Ministero della Salute aveva allertato il 23 maggio scorso le aziende sanitarie locali sulla pericolosità del consumo di frutti di bosco e fragole congelati provenienti dall’ est e dal nord Europa, reperibili in qualunque punto vendita, supermercati in primis. Ci chiediamo ora: chi vigila sulla sicurezza alimentare? C’ è una collaborazione fra le istituzioni e i consumatori? La guida pratica del Codacons, Dissanguati? , appena edita da De Agostini, ci fornisce le risposte. Esiste innanzitutto un organismo europeo: il Saram, ossia Sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi. Ad esso fanno capo l’ Efsa, ossia l’ Authority per la sicurezza alimentare che ha sede a Parma, e gli uffici di controllo di ogni nazione. Da noi agiscono i Nas, la Polizia municipale e la Guardia di finanza . Ma, frutti di bosco a parte, un ruolo non secondario tocca al consumatore. “Se avete acquistato alimenti che presentino problemi igienico-sanitari, potete segnalarlo alla Asl o al reparto specializzato dei Carabinieri. E’ opportuno che la segnalazione, non anonima, sia effettuata per iscritto”.
 

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