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21 Novembre 2001

«Frutta sporca». Il Codacons va in Procura

L?associazione dei consumatori ha chiesto ai Nas di verificare il trattamento dei prodotti
«Frutta sporca». Il Codacons va in Procura

ROMA – Il Codacons ha chiesto ai Nas di verificare le condizioni in cui i produttori e i distributori all`ingrosso trattano la frutta, e quelle dei venditori al dettaglio, in particolare quando hanno banchi collocati sulla strada. La denuncia è stata inviata a 101 Procure della Repubblica. Gli organismi a cui è affidato questo compito, secondo il Codacons, non riescono a sottoporre a controllo prima dell`immissione dei prodotti sul mercato, tutte le ditte operanti nel settore, tanto che si stima un preoccupante rapporto di 1/1000: cioè su 1.000 società impegnate nel campo della produzione e vendita di prodotti ortofrutticoli, solo una verrebbe sottosposta ai dovuti controlli.

Per l`associazione, a queste condizioni, non si ha certezza su come vengano coltivati i frutti della terra e sulle sostanze usate per la coltivazione: additivi, fertilizzanti, concimi (naturali o sintetici), ecc. Si pensi agli antiparassitari (insetticidi, anticrittogamici e diserbanti): questo si dividono in due grandi categorie: di superficie e sistemici. I primi sono parzialmente biodegradabili; i secondi penetrano in profondità e non possono essere asportati lavando la frutta e la verdura, poichè vengono irrorati nel terreno e tramite la linfa vanno nei frutti. Ad esempio le mele trattate con antiparassitari superficiali una volta lavate ne perdono circa il 90%, mentre il lavaggio non ha alcun effetto contro gli antiparassitari sistemici. Il consiglio del Codacons e appunto quello di lavare molto accuratamente frutta e verdura prima della consumazione ma, come abbiamo visto, non basta. L`associazione ha anche protestato per la pubblicità sui farmaci generici affidata dall`ex Ministro della sanità Veronesi ad Altroconsumo, nota associazione di tutela dei consumatori, che sui quotidiani si autodefinisce: «…l`associazione italiana per la difesa dei diritti e degli interessi dei consumatori, libera, autonoma, indipendente». Questo, per il Codacons, farebbe intendere, «con i soldi pubblici» che le altre associazioni non sono libere, autonome, indipendenti.

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