6 Maggio 2020

Frutta e verdura, rincari sulle primizie Le botteghe: «Nessuna speculazione»

Sergio Salvatore COSTA Prezzi alle stelle per frutta e verdura, soprattutto per quanto riguarda le primizie di stagione: fave, piselli, fragole, albicocche, solo per citarne alcuni. L’ allarme lanciato da Coldiretti, che denuncia una forbice che arriva sino al 600 per cento in più nel passaggio che va dalla raccolta nei campi per arrivare sui banchi di vendita, lascia alquanto sorpresi i rivenditori al dettaglio, almeno qui a Lecce. Supericarichi che, ovviamente, alimentano segnalazioni e lamentele. «Partiamo col dire che le primizie, da sempre, hanno un prezzo di vendita superiore proprio perché sono i primi frutti di stagione dice Roberto Metrangolo, proprietario del punto vendita Voglia di frutta di viale Lo Re ma pensare che si faccia speculazione in questo periodo così particolare per tutti mi sembra un po’ azzardato». E così, fatture di acquisto alla mano, il negoziante elenca i prezzi pagati alla fonte per approvvigionarsi di quelle che sono le primizie di stagione. «Se acquisto le fragole a 5 euro più iva, tanto per fare un esempio, e le rivendo a 6 euro, non sto speculando, ma sto soltanto mettendo un giusto ricarico che mi permette di avere un minimo di guadagno sottolinea – anche perché le spese per mantenere in piedi l’ attività sono tante. E lo stesso vale per altri prodotti, siano albicocche, nespole, prugne, che hanno un costo elevato già al momento dell’ acquisto da parte mia e che per forza di cosa vengono venduti con prezzi che oscillano tra i quattro ed i cinque euro. Sono prezzi equi e, dunque, nessun aumento ingiustificato. Lo confermano anche i clienti che trovano prodotti di prima scelta». Ci sono però, come afferma lo stesso venditore, produzioni che in questo periodo hanno subito un aumento: «I peperoni, quelli sì, hanno un prezzo alto, parliamo di oltre quattro euro al chilo, ma anche in questo caso partiamo già da un prezzo di acquisto alto, specie per quelli che arrivano dalla Sicilia». Per il resto, i prezzi restano comunque accessibili, almeno a quanto riferiscono li stessi rivenditori. «Non credo che si possa parlare di prezzi esagerati o di aumenti ingiustificati afferma Adriano Quarta, titolare del punto vendita Il Cocomero nella centrale via Oberdan, a due passi da piazza Mazzini nessun cliente si è mai lamentato per prezzi alti, sono in linea con quelli che si trovano un po’ ovunque; la maggior parte di frutta e verdura che offriamo alla nostra clientela è a chilometro zero, proviene da aziende locali e sono sempre prodotti di prima scelta». Ma c’ è anche un altro fattore ad incidere sui prezzi d’ acquisto da parte dei rivenditori. «Tutto dipende dal quantitativo di un determinato prodotto che arriva nei punti di distribuzione spiega Fabio reale, titolare de Il Buongustaio di via Don Bosco se il prodotto è poco è normale che il prezzo di vendita salga, al contrario, ovvero se il quantitativo è alto il prezzo diminuisce. Comunque al di là di queste considerazioni, i prezzi di frutta e verdura non sono aumentati, non c’ è nessuna speculazione». A monitorare i prezzi al consumo ed a raccogliere le segnalazioni da parte dei cittadini, comunque, ci sono quotidianamente le associazioni di tutela dei consumatori. «Cerchiamo di vigilare affinché non si verifichino situazioni anomale sottolinea Maurizio Rampino, commissario regionale di Udicon (Associazione per la difesa dei consumatori) – ma se ci sono incrementi fino al 40% non sono da imputare ai rivenditori che acquistano già ad un prezzo maggiorato rispetto a prima». Dello stesso avviso il Codacons di Lecce. «Stiamo tenendo d’ occhio tutta la situazione relativa ad aumenti ingiustificati anche per quel che riguarda i prodotti alimentari, con specifica attenzione per frutta e verdura dichiara Piero Mongelli e invitiamo i cittadini a segnalare eventuali anomalie». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
salvatore costa

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