9 Aprile 2003

Frutta e verdura, rincari record

Frutta e verdura, rincari record

“Nero“ il primo trimestre del 2003. Alcuni prodotti costano addirittura il doppio



Frutta e verdura: tre mesi da dimenticare. Da dicembre a marzo, infatti, i prezzi del settore ortofrutticolo hanno raggiunto in città un tetto storico, addirittura superiore a quello registrato nel periodo delle grandi gelate dello scorso anno. A dicembre, la Federconsumatori, tracciando il bilancio del 2002 aveva calcolato che nel settore dell`ortofrutta, si erano verificati i rincari più alti, compresi tra un minimo del + 20\% e un massimo del + 55,8\%. E i dati forniti dall`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori), erano stati in toto confermati dai rilievi effettuati dell`Ufficio statistica del Comune, che mensilmente fa i campionamenti standard, su vari generi di consumo, cinque o sei per tipo in negozi diversi, per conto dell`Istat, elaborando una media dei prezzi.

Ebbene, queste cifre raccolte a dicembre, ritenute preoccupanti e rese note dal Gazzettino, nell`arco degli ultimi 90 giorni sono ulteriormente lievitate. Se non raddoppiate, come nel caso dei fagiolini, che da 3,25 euro il chilo di dicembre sono passati ai 6,28 euro di marzo. Per non parlare delle zucchine, passate dai 2,74 euro il chilo di dicembre ai 4,22 di marzo e delle nocciole il cui costo di 5,19 euro si è trasformato in 8,50 euro. Ma non scherzano neppure i prezzi (come si può vedere nella tabella realizzata con i dati forniti dal Comune) dell`insalata, passata da 4,20 a 6,06 euro, delle mele e delle pere. Perché? Lo scorso anno c`è stato il gelo, è arrivato l`euro e l`inflazione è cresciuta, ma quest`anno come si spiegano questi rincari? «Questa volta – risponde Enea Costalonga, presidente degli alimentaristi dell`Ascom – abbiamo avuto un inverno troppo secco con più di due mesi di pioggia. Inoltre è notevolmente cresciuto il costo del carburante per riscaldare le serre. I venditori all`ingrosso dei mercati generali approfittano un po` della situazione: centellinano la merce e rincarano i prezzi. Anche per noi commercianti e rivenditori i prezzi sono aumentati vertiginosamente. Non siamo noi ad approfittare della gente. Comune – conclude – è questione di poco tempo, poi con la bella stagione anche i prezzi dell`ortofrutta si ridimensioneranno».Sfogliando l`enorme quantità di dati raccolti dall`ufficio Istat e relativi a centinaia di prodotti, di prestazioni (come per esempio le visite dei medici, dei ginecologi, i servizi dei calzolai e dei parrucchieri) nonchè agli affitti di abitazioni private, anch`essi rincarati del 4\%, sono rarissime le “voci“ che registrano un calo da dicembre sino ad oggi. E anche il prezzo del pane comune, rimasto congelato per due anni, è lievitato, lento, ma inesorabile nell`arco di questi tre mesi, passando dai 2,88 euro il chilo di dicembre ai 2,94 di gennaio, ai 2,99 di marzo. Idem per il latte fresco, che da tempo segnava il prezzo fisso: passato da 1,24 euro a 1,31 di marzo.



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