Frutta e verdura prezzi alle stelle «C’ è speculazione»
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fonte:
- La Sicilia.it
i danni per le imprese. coldiretti: agroalimentare, persi 100 milioni. confagricoltura: disastro in sicilia
Roma. Prosegue lo sciopero degli autotrasportatori e aumentano i disagi per gli italiani insieme al rischio speculazione, come denunciato ieri dal Codacons. Molti distributori sono a secco di carburante e i banchi dei mercati sono ancora semivuoti, con la poca frutta e verdura venduta a prezzi inaccessibili. Non va meglio per il pesce che non si trova più in molti nei ristoranti. Frutta, verdura e carne Sono oltre 100, secondo Coldiretti, i milioni di danni subiti dall’ agroalimentare made in Italy a causa del blocco della circolazione dei tir. Le proteste hanno provocato una sorta di "panico d’ acquisto" delle provviste alimentari. Molti prodotti cominciano a sparire dagli scaffali e la speculazione si sta facendo largo, con prezzi che rispetto a sabato sono aumentati anche del 200%, fa sapere la Confederazione italiana agricoltori, soprattutto per ortaggi, verdure e frutta. Un danno ingente per le famiglie italiane, che in pochi giorni spenderanno il 15-20% in più e per le stesse aziende agricole. Proprio contro il rischio speculazione la Coldiretti, che ha stimato in 50mila tonnellate al giorno la quantità di prodotti alimentari che rischiano di dover essere buttati, ha regalato a Roma, Lodi, Milano e Napoli, frutta e verdura ai consumatori. Nei mercati ortofrutticoli si registrano perdite che vanno dai 7,5 milioni di euro a Fondi, a 3 milioni di euro a Catania. In Campania il settore dei latticini perde di 1,2 milioni di euro e oltre 5 milioni per l’ ortofrutta. Il Consorzio della mozzarella di bufala campana ha stimato danni per 600 mila euro, mentre in Emilia Romagna ci sono problemi per la mancata consegna di prodotti ortofrutticoli che potrebbe costare 10 milioni e in Puglia e in Lombardia il danno è di circa 7 milioni di euro. E se la protesta dei tir non si dovesse esaurire in pochi giorni, secondo Federconsumatori e Adusbef l’ aggravio per le famiglie italiane potrebbe arrivare a 144 euro al mese. «Il Sud resta completamente bloccato mentre al Nord la situazione è più fluida, le criticità maggiori riguardano i prodotti altamente deperibili come l’ ortofrutta. Questa è la stagione di arance, mandarini dalla Sicilia, nei punti vendita non arrivano proprio». L’ aggiornamento quotidiano di Federdistribuzione sulla situazione di criticità dovuta alla protesta dei tir, parla di «Italia spaccata in due, i collegamenti tra Nord e Sud sono ancora estremamente difficoltosi». In crisi soprattutto il rifornimento di merci nei punti vendita, i carichi di ortofrutta rischiano di marcire nei centri di stoccaggio se non consegnati nei tempi corretti. I dati dei prodotti persi in Sicilia – anticipati ieri da un’ inchiesta pubblicata su "La Sicilia" è impressionante: 3 milioni di litri di latte nell’ area vocata del Ragusano, 35 mila tonnellate di ortaggi altrettanti di agrumi, 200 tonnellate di pollame con l’ impossibilità del ritiro degli animali maturi e delle uova, nel comparto floricolo 10 milioni di steli non inoltrati alla distribuzione. «Il Paese sembra sull’ orlo di una crisi di nervi, proprio nel momento in cui bisogna avere i nervi saldi – commenta il presidente della Confagricoltura Mario Guidi -. Dalla politica devono però arrivare risposte efficaci, perché questa situazione cessi immediatamente». Carne e pesce Forti le ripercussioni dello sciopero anche sul mercato ittico. A Roma scarseggia il pesce sui banchi dei supermercati e alcuni grossisti del Car (Centro agroalimentare) non hanno nemmeno aperto i loro banchi. I ristoratori di Venezia rivedono i menu a base di pesce. Ieri mattina in piazza Montecitorio i pescatori hanno manifestato contro le regole imposte dalla Ue e contro il caro-benzina. Alcune decine di pescatori hanno manifestato per gli stessi motivi anche Gioia Tauro. In Sicilia, a conclusione della serrata della scorsa settimana, è ripreso per qualche giorno un minimo di attività nei mercati storici del pesce delle principali città – Palermo e Catania – anche se adesso l’ adesione massiccia di pescatori ed armatori alle manifestazioni in programma nel capoluogo dell’ Isola mettono a repentaglio la regolarità delle battute di pesca e quindi la commercializzazione. Benzina Mentre in Sicilia la situazione sembra essere tornata alla normalità, sulla Penisola molti impianti di numerose regioni espongono invece cartelli con la scritta "esauriti benzina e gasolio" e lunghe code si formano nei pochi distributori ancora aperti. Questa la situazione anche a Roma (dove i tassisti potranno rifornirsi di carburante nei depositi dell’ Atac, l’ azienda di trasporto pubblico della Capitale) e nel Lazio, dove il carburante è in esaurimento. Pompe di benzina a secco anche in Ciociaria: a Frosinone ci sono le prime difficoltà anche per i vigili del fuoco che non hanno gasolio sufficiente per tutti i mezzi. Settanta distributori di Napoli che avevano ultimato da martedì sera il carburante sono stati riforniti per ordine del prefetto. E non mancano episodi di speculazione anche sul carburante: i finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno sequestrato ad Ercolano un distributore di benzina che applicava alla colonnina il prezzo di 1,999 euro sia per la verde che per il gasolio, maggiore rispetto a quello pubblicizzato all’ esterno dell’ impianto. In serata numerose aree di servizio che avevano denunciato al mancanza di carburante, sono state rifornite. 26/01/2012.
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