Frutta e verdura, «gelata» sui portafogli
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fonte:
- Corriere della Sera
Rincari dal 27 al 70 per cento dopo l?arrivo della neve. Lattuga, prezzi quadruplicati dal campo alla tavola
MILANO – La neve ha bruscamente rotto l`idillio tra consumatori e verdurai. Ora siamo in attesa di vedere le mosse dell?Ortomercato di Milano, perché la situazione è davvero seria. Sabato mattina chi ha frequentato i mercati rionali di via Osoppo, viale Papiniano o i Bastioni di Porta Volta si sarà accorto di un?offerta variegata, una situazione quasi ottimale: fragole spagnole a 3 euro al chilo, pomodorini a 1 euro, dodici carciofi a 5 euro, insalate, cicoria, patate tutto a 1 euro.
Forse il peggio era passato? Una doccia fredda è arrivata dal comunicato congiunto dell?Intesa dei consumatori che rende noto come nella seconda settimana di febbraio in relazione ai prezzi della prima settimana di gennaio, gli aumento al dettaglio (sono medie italiane) sono stati questi: carciofi »27 per cento, lattuga »40 per cento, melanzane »70 per cento, finocchi »46 per cento, cavolfiori »48 per cento ed anche le patate hanno fatto un salto del 33 per cento.
C?è poi dell?altro: cominciano ad essere pubblicati i prezzi all?origine grazie all?accordo con le organizzazioni agricole e si scopre così che la forbice è diventata sempre più ampia. Ecco alcuni esempi classici: i broccoli partiti a 0,80, sono stati venduti nella seconda settimana di febbraio al dettaglio a 2,50 con un aumento del 231 per cento.
Un ben 365 per cento l?aumento della lattuga partita a 0,66 euro sul campo e, venduta a 3 euro con un balzo del 355 per cento.
Anche le modeste patate, sempre presenti sulla tavola d?estate ed inverno non scherzano: partono a 0,23 euro alla produzione per passare a 0,80 euro al dettaglio (quando va bene) e si portano un aumento del 245 per cento. Il finocchio raggiunge come media un aumento del 326 per cento e siamo sul prodotto tardivo. Contrariamente a quanto avvenuto negli anni addietro solo le zucchine limitano ( si fa per dire) l?aumento nella seconda settimana di febbraio ad un più 127 per cento.
Il cavolfiore, tipico ortaggio della cucina povera del nord e sud dell?Italia , partito sul campo a 0,56 centesimi di euro è passato a 2 euro nel negozio con un salto del 257 per cento.
Per la frutta siamo andati a sbirciare nel sito della Ismea (www.ismea.it) ed abbiamo trovato prezzi molto al ribasso all?origine nelle zone di produzione : clementine di Matera 1 categoria 0,20 euro al chilo; quelle di Catania erano vendute a 0,18. L?arancia tarocco è partita a 0,10-0,18 centesimi. Il kiwi che proviene da Latina 0,35 centesimi. Pere Abate di Forlì ( calibro 66-75) sono partite per il nord a 0,75 centesimi di euro. Le mele golden delicius di Bolzano (calibro 70) quotavano 0,48 centesimi di euro.
E domani cosa succederà? Abbiamo dato notizia su questa Cronaca di un nuovo «deal» per i mercati all?ingrosso citando l?esempio di una città vicina , Brescia dove la trasparenza tra prezzi all?origine, all?ingrosso è diventata norma. Cosa ci sta preparando l?Ortomercato ? Ci auguriamo che quanto promesso al ministro Alemanno , cioè una trasparenza dei prezzi dall?origine, all?arrivo a viale Lombroso ed all?uscita del mercato all?ingrosso, diventi presto, meglio subito, una realtà.
Le linee guida di una corretta alimentazione che il ministro della Salute ha fatto diffondere da alcuni mesi danno la priorità assoluta al consumo di ortaggi e frutta.
Per mangiarli ogni giorno però bisogna far i conti con il nostro portafogli.
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