Frutta e verdura, aumenti da record
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – La crisi dei consumi è ancora solo un assaggio, ne sono convinti i commercianti che in questa prima metà del 2011 segnalano affari sofferti su vari fronti, testimoniati da una flessione delle vendite in termini quantitativi, trainate solo dalle offerte. E mentre l’ Ismea segnala un ridimensionamento del paniere della dieta mediterranea, sui prezzi di frutta e verdura si segnalano aumenti medi del 10%. «Sono gli stessi negozianti che segnalano cali negli acquisti – spiega Carla Falcinelli, presidente di Codacons Umbria – specie sui capitoli carne, frutta e verdura». E il batterio killer c’ entra fino a un certo punto. «I clienti– aggiunge Falcinelli–acquistano meno quantità e solo se ci sono le offerte. Un negoziante perugino ci ha rivelato che se prima dal bancone gastronomia si acquistavano 200 grammi di formaggio o affettato, ora se ne comprano 80». Alcuni prezzi rilevati ieri dal Codacons a Perugia testimoniano di un trend non favorevole a un’ ipotetica ripresa degli acquisti. Alcuni esempi: albicocche, 3,29 euro al chilo; fragole, 3,95; meloni, 2,70; kiwi 3,49; lattuga, 1,74; radicchio, 2,68; piselli, 2,32; melanzane, 2,76; asparagi, 5,29. «A confronto – commenta la Falcinelli – le pere argentine (quotate 2,76 euro al chilo) costano meno: per noi si tratta di prezzi alti considerando che si tratta di prodotti di stagione e in molti casi locali».
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