13 Maggio 2009

FROSINONE: CODACONS, SODA CAUSTICA AL POSTO DI ACQUA? REGOLE CI SONO MA MANCANO CONTROLLI

 
      Frosinone, 13 mag. – (Adnkronos) – "E’ dal 2002 che il Codacons,
inascoltato, denuncia il problema e i casi verificatasi in vari bar e
ristoranti, avendo individuato, con una sua inchiesta, le ragioni di
questi ‘incidenti’, che incidenti non sono". Lo dichiara il Codacons
in una nota in cui commenta quanto accaduto stamattina a Frosinone
dove il Procuratore capo di Frosinone, Margherita Gerunda, e’ rimasto
intossicato dopo aver bevuto della soda caustica, al posto dell’acqua,
in un bar della zona.
      "Il Codacons – prosegue la nota – aveva anche presentato una
denuncia ai Nas di Milano nel 2003. Nei bar e nei ristoranti, che
comprano detersivi in quantita’ industriali all’ingrosso e, quindi, in
contenitori grandi, travasano, per comodita’, queste pericolose
sostanze detergenti e disinfettanti in normali bottiglie d’acqua.
Questo perche’, essendo piccole, sono piu’ comode e pratiche per un
uso quotidiano rispetto al recipiente originale che puo’ contenere
anche decine di chilogrammi o litri di prodotto".
      "In altri casi – continua la nota – il cambio del contenitore
viene fatto perche’ sono utilizzate pericolose miscele caserecce
derivanti dall’unione di piu’ sostanze industrialmente prodotte.
Qualche volta la bottiglia si usa solo perche’, essendo trasparente,
consente di verificare se il prodotto sta finendo. Infine queste
bottigliette velenose vengono tenute, sempre per praticita’, in
prossimita’ delle lavastoviglie e, quindi, non distanti dalle vere
bottiglie di acqua. Tutte queste abitudini sono purtroppo
diffusissime, ma oltre ad essere pericolosissime, sono anche illegali,
anche se nessuno le sanziona".  "L’art. 9 della legge n. 283 del 30 aprile 1962
stabilisce, ad esempio – prosegue la nota – che ‘le sostanze, il cui
impiego non e’ consentito nelle lavorazione di alimenti e bevande, non
possono essere detenute nei locali stessi di lavorazione’ e
addirittura ‘in locali che siano in diretta comunicazione con questi’.
Ancora piu’ stringenti sono poi le regole relative ai veri e propri
veleni, tossici per l’uomo. I controlli sono demandati ai Nas, al
Servizio di igiene e degli alimenti e della nutrizione presso le
Aziende sanitarie locali e ai vigili dei Comuni che sono tenuti a far
rispettare i regolamenti locali di igiene. Nessuno, pero’, effettua i
necessari controlli, sanzionando i trasgressori".
      "Il Codacons, pero’, -conclude la nota – da anni chiede anche al
ministero della Salute e dello Sviluppo Economico di emanare un
apposito decreto ministeriale per costringere le industrie di
detergenti a colorare queste sostanze tossiche con colori particolari,
come ad esempio il viola o il nero, difficilmente confondibili con
l’acqua e a fornire, insieme ai contenitori grandi, altri, piu’
piccoli e trasparenti, per facilitare il travaso del prodotto.
Proposta rimasta nel nulla. Il Codacons invita i consumatori a non
bere nulla se i camerieri non aprono, come dovrebbero, le bibite
direttamente al tavolo, davanti al cliente. Indipendentemente dalla
presenza di sostanze nocive, infatti, potrebbe trattarsi di comune
acqua del rubinetto".

 

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