7 Febbraio 2013

Frode in commercio, Alitalia indagata

Frode in commercio, Alitalia indagata

Marco Maffettone Roma. L’ Alitalia finisce nel mirino della Procura di Civitavecchia che indaga sull’ incidente aereo avvenuto sabato scorso a Fiumicino che ha visto coinvolto un Atr 72 della romena Carpatair. I pm hanno avviato un procedimento nel quale si ipotizza l’ accusa di frode in commercio nei confronti dell’ Alitalia per via dei biglietti venduti per voli serviti da altri vettori. «Abbiamo rispettato tutte le norme», dicono dalla compagnia di bandiera. Ma la Procura vuole vederci chiaro. Il nuovo fascicolo viaggerà parallelamente all’ indagine sull’ incidente, per la quale si ipotizza il reato di disastro e lesioni colpose e che vede giò al lavoro gli esperti sulle scatole nere del velivolo uscito fuori di pista all’ aeroporto Leonardo Da Vinci. Sistema di vendita I nuovi accertamenti puntano dunque a chiarire il sistema di vendita dei biglietti attuato dalla compagnia di bandiera per tratte coperte, poi, da altri vettori così come è avvenuto per il volo di sabato proveniente da Pisa. Le indagini sono state disposte dal Procuratore Gianfranco Amandola, dopo che tutti i passeggeri che erano a bordo dell’ Atr hanno dichiarato, tra l’ altro, di essere convinti di aver preso un aereo Alitalia e di aver scoperto, solo quando erano a bordo, che si trattava di un’ altra compagnia. «Laddove si opera in white list bisogna essere certi, anzi più che certi, di a chi si affida un servizio», ha osservato ieri il direttore generale per gli aeroporti del ministero dei Trasporti, Gerardo Mario Pelosi. «Poi l’ imprevisto è l’ imprevisto – ha concluso Pelosi – ma è essenziale che ci sia da parte degli organi deputati un’ attenta vigilanza delle compagnie e che non sia mai messa in pregiudizio la sicurezza”. Ma da Alitalia ribadiscono «il pieno e totale rispetto della normativa Iata nei casi di vendita di biglietti per voli operati da altri vettori aerei in regime di wet lease o di code sharing, così come fanno le oltre cento compagnie che utilizzano il wet lease e il code sharing». Il Codacons «esulta» per la decisione della Procura di Civitavecchia di aprire un fascicolo contro Alitalia, per il reato di frode in commercio. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’ associazione di consumatori. «Abbiamo segnalato alla Procura e all’ Antitrust – prosegue il comunicato – la prassi, assolutamente scorretta, di non indicare con chiarezza sui biglietti il nome del vettore che eseguirà materialmente il collegamento aereo, nei casi in cui una compagnia appalta una determinata tratta ad una società terza. Al momento, infatti, sui biglietti compare solo un incomprensibile codice alfanumerico che non garantisce trasparenza ai passeggeri». Il Codacons afferma che «in tal senso abbiamo diffidato anche l’ Enac a modificare immediatamente le procedure, dando informazioni precise agli utenti circa il nome del vettore che eseguirà materialmente il collegamento aereo». «Oggi – conclude il Codacons – chi compra un pacchetto turistico per mete straniere, corre materialmente il rischio di volare su carrette dei cieli. Ricordiamo infatti che molti italiani in vacanza partono con aerei sicuri dall’ Italia, ma se poi devono trasferirsi da una località estera all’ altra, specie se viene cancellato il volo previsto, rischiano di viaggiare su deltaplani. Per questo chiediamo maggiore trasparenza per evitare che i cittadini possano viaggiare con compagnie aeree vietate in Italia e nella Ue, ma permesse in Paesi stranieri». L’ inchiesta sull’ incidente Sul fronte delle indagini per chiarire cosa sia accaduto sabato sera, gli esperti nominati dalla Procura sono al lavoro sulle scatole nere. Soprattutto si dovrà chiarire lo scambio di informazioni tra piloti romeni e torre di controllo e i dialoghi intercorsi tra i due piloti dell’ Atr. Su questo aspetto l’ amministratore unico di Enav, Massimo Garbini, esclude «che ci sia stato un problema legato alla comunicazione del meteo» e ribadisce che «tutto ciò che doveva essere fornito in comunicazione, tutti i dati necessari a una buona condotta del volo sono stati forniti come sempre». La decriptazione delle scatole nere è affidata al maggiore Raffaele Brescia e all’ Agenzia nazionale sulla sicurezza nel volo (Ansv). In base a quanto si apprende l’ indagine potrebbe concludersi entro una decina di giorni. Sui tempi dell’ indagine avviata invece da Ansv, il presidente Bruno Franchi, afferma che «non saranno brevi». Le cause di quanto accaduto «non saranno individuate in pochissimo tempo. Dobbiamo ancora finire di raccogliere tutte le evidenze, gli elementi oggettivi, poi dovremo procedere alla loro analisi». 07/02/2013.

 

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