19 Dicembre 2007

Freno tirato per il pandoro e il panettone

AGROALIMENTARE. L`industria dei dolci da ricorrenza ha sofferto i rincari delle materie prime (anche di oltre il 50%), lo sciopero dei trasporti e la crisi del credito Freno tirato per il pandoro e il panettone di Alessandro Azzoni Pandori e panettoni con il freno tirato. Rincari delle materie prime anche superiori al 50%, sciopero dell`autotrasporto, crisi del credito e pochi soldi nelle tasche della gente. Sono solo alcuni dei punti che caratterizzano la campagna 2007 dei lievitati da ricorrenza. La conferma arriva dai player veronesi del settore che parlano di una contrazione nella produzione stimata attorno al 2-3%, anche se il valore può contare su apprezzamenti superiori al 10%, pur contrastati dall`aumento del prezzo delle materie prime. Già nel 2006, dopo anni di leggera ma costante crescita, i dolci da ricorrenza (colombe comprese) avevano accusato un lieve calo nelle quantità. In base ai dati dell`Aidi, l`Associazione dei dolciari della Confindustria, i volumi prodotti lo scorso anno si erano attestati sulle 141 mila tonnellate (-1,3% su base annua) per un valore di circa 741 milioni di euro (+0,9% rispetto al 2004). Significativo e inalterato è rimasto comunque il grado di rappresentatività di pandori, panettoni e colombe all`interno del comparto forno: il 14% circa a volume, fino ad arrivare al 19% a valore. Sono numeri che per il comparto alimentare veronese hanno spessore, dal momento che il 70% del mercato nazionale dei dolci per le feste si concentra in terra scaligera. Significa che quasi 90 dei 120 milioni di pezzi prodotti ogni anno in Italia escono dai forni veronesi grazie al lavoro di oltre 3 mila dipendenti tra fissi e stagionali, per un giro d`affari che supera largamente i 500 milioni (il 6-7% dell`intero settore dolciario), senza considerare le cifre dell`indotto. Il lievitato da ricorrenza veronese assorbe infatti almeno 140 mila tonnellate tra burro, uova, zucchero farina e lievito, oltre ad una grande quantità di confetture, creme e frutta secca, oltre a farciture di prodotti speciali. Quattro fra i primi sette produttori italiani sono veronesi: Bauli, Melegatti, Paluani e Dal Colle, senza contare i marchi Motta e Alemagna (Nestlé) prodotti nello stabilimento di San Martino, e alle Tre Marie del gruppo Gran Milano-Sanson (Barilla). Tra gli operatori non c`è comunque preoccupazione: a rendere infatti tutto sommato sicuro il business dei lievitati natalizi c`è una tradizione estremamente consolidata. Lo conferma Alberto Bauli, presidente dell`azienda leader del mercato italiano, con una quota di mercato complessiva del 27% (37% nel pandoro, 22% sul panettone e 20% nei lievitati farciti), che parla però di una campagna produttiva con più ombre che luci. “La grande distribuzione ci ha riconosciuto l`aggiornamento dei listini del 15%, percentuale tuttavia non sufficiente a coprire il notevole aumento dei prezzi delle materie prime: si va dall`80% in più per il burro al 40% per la farina, senza tralasciare l`aumento delle uova del 30%. Dobbiamo quindi puntare sulle quantità e sulla abbattimento dei costi industriali. Lo sciopero dei trasporti è stata una piccola mazzata, anche se stiamo recuperando bene“. Per Bauli, le prima indicazioni parlano di una contrazione di circa il 2,5%, mentre in casa Paluani non si notano cali importanti. “L`andamento degli ordini è stato più robusto verso settembre-ottobre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno perchè il clima è stato più favorevole al consumo dei dolci“ commenta il presidente Renato Tengattini. “La temperatura molto elevata dell`autunno 2006 non favorì l`afflusso degli ordini, specialmente dal centro-sud. Novembre e la prima metà di dicembre hanno seguito invece l`andamento storico senza diversità sostanziali. Per quanto ci riguarda, la situazione di mercato è stabile, nel senso che pandoro e panettone mantengono i quantitativi medi fatti registrare negli ultimi cinque anni. Quanto al settore, possiamo certamente parlare di un mercato maturo. Nuovi impulsi possono derivare solo da nuovi modi di presentazione del prodotto così come dall`innovazione dei cosiddetti prodotti speciali, vale a dire arricchiti di creme e coperture“. Non a caso, negli ultimi anni si sono sviluppate versioni rivedute e corrette dei dolci natalizi per antonomasia. Le novità del Natale 2007 sono il panettone farcito con crema di radicchio trevigiano e quello aromatizzato al passito di Pantelleria. Per Tengattini, lo sciopero dei tir ha creato piccole difficoltà locali che fortunatamente non hanno inciso sulla produzione. L`aumento delle materie prime, dice, “è stato sensibile in termini percentuali ma contenuto in valori assoluti, soprattutto per un prodotto che viene consumato una volta all`anno“. Per quanto riguarda le nostre tasche, secondo il Codacons il rincaro dei prodotti alimentari ci vedrà costretti a spendere per il cenone di rito circa il 25% in più rispetto allo scorso anno. Proprio il panettone inciderà in modo determinante, con un aumento record pari all`11,5%.

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