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14 Dicembre 2011

Frenata sulle liberalizzazioni

Frenata sulle liberalizzazioni

 
Frenata sulla liberalizazzione dei
farmaci, marcia indietro sui taxi. È
questo certamente il capitolo più pesante
per il governo Monti. Sulle liberalizzazioni
introdotte con la manovra,
e che dovrebbero divenire effettive
dal primo gennaio, si è consumata
ieri una giornata convulsa
tra rinvii, retromarce e pressioni di
ogni genere. È accaduto che prima
erano state fatte slittare di un anno
almeno, poi pareva dovessero venire
riconsiderate inunprovvedimento
organico ad hoc, con il forte timore
che se ne perdessero le tracce. A
tarda sera sono invece rientrate nella
manovra.Nontutte, però. I medicinali
della fasciaC potranno essere
venduti nelle parafarmacie,mapresto
potrebbe arrivare un elenco
dell’Aifa (Associazione italiana del
farmaco) che esclude determinati
prodotti dal commercio extra-farmacie.
Le potentissime corporazioni e
lobbies, trasversalmente legate a molti
parlamentari, sono riuscite a rallentare
l’azione di liberalizzazione. In
particolare l’hanno avuta vinta i taxisti,
di fronte ai quali il governo degli
economisti liberali ha finito col cedere.
Resta in piedi, dunque, l’ipotesi di
liberalizzazione della vendita di farmaci
di fascia C, quelli con ricetta ma
non rimborsabili dal Servizio sanitario
(tra cui il viagra e gli anticoncezionali),
anche se la novità è insidiata da
una forte riduzione dei prodotti commerciabili
nelle parafarmacie e dalle
minacce di serrata annunciate da Federfarma
già per lunedì prossimo (rimarrannocomunque
aperte le farmacie
di turno, come fosse domenica o
notte). Il ministro della Sanità Renato
Balduzzi aveva garantito che su
questo punto il governo non avrebbe
fatto ceduto. Per trovare i «farmaci
C» sugli scaffali del supermercato dovrebbe
essere solo questione di settimane.
Masull’elenco dell’Aifa potrebbe
aprirsi già da domani un braccio
di ferro.
Annarosa Racca, presidente di Federfarma,
lamenta: «Non ci ascolta
nessuno, non ci rimane che la serrata
». Oggi il consiglio della federazione
dei farmacisti si riunisce per decidere.
Sul tema si è consumato uno
scontro anche tra il governo e il Pdl,
che ha fatto proprie loe richieste dei
farmacisti. Il Codacons annuncia fin
d’ora che in caso di serrate «scatterebbero
immediate le denunce alla Procura
contro le farmacie inadempienti
perché siano accertati i profili penalmente
rilevanti». «Non è accettabile –
spiega il Codacons – che per difendere
i propri interessi di parte si intimoriscano
i consumatori: i farmaci italiani
pagati dai malati continuano ad essere
tra i più cari d’Europa». Il Codacons
chiede al governo Monti «di non
fare retromarce vergognose come sta
accadendo per i tassisti». E non è
l’unica associazione di consumatori a
dirlo. Grazie alla nascita delle parafarmacie,
finora si calcola un risparmioper
i consumatori del18%e qualcosa
come 6mila giovani farmacisti
che hanno trovato lavoro. «Sarebbe
molto grave tornare indietro», dice
Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori,
per il quale il rinvio
«ricorderebbe l’agire del governo precedente
». I benefici delle liberalizzazioni
per i cittadini, ricorda Trefiletti,
sono duplici: al risparmio anche di
centinaia di euro l’anno si somma il
netto miglioramento del servizio.
RICATTI
Protesta anche il Pd: «L’Italia è il Paese
delle caste e delle corporazioni e
ogni volta che si tenta di intaccare
qualsivoglia rendita di posizione avviandoforme
di liberalizzazione, queste
si manifestano impedendo ogni riforma
e innovazione», dice il deputato
democratico Dario Ginefra. Che
poi aggiunge: «L’attenzione del Paese
è rivolta principalmente alla politica
e ai suoi privilegi. Sfugge a molti
l’atteggiamento irresponsabile e anti
nazionale diffuso a partire da altre cosiddette
caste che continuano ad as-sumere comportamenti irresponsabili.
Non si ceda ai ricatti». A chiedere
«più coraggio» al governo sono anche
Idv e Fli.
E Casper – Comitato contro le speculazioni
e per il risparmio, si cui fanno
parte Adoc, Codacons, Movimento
difesa del cittadino e Unione nazionale
consumatori – continua a insistere
per l’immediata liberalizzazione
del settore taxi: «La mancata attuazione
di tale provvedimento haportato
nel tempo ad una crescita esorbitante
delle tariffe, le più elevate al
mondo. Il tutto mentre l’offerta, specie
nelle grandi città, è inadeguata rispetto
alle esigenze».
Taxi a parte, dal primo gennaio dovrebbero
partire anche altre liberalizzazioni,
che riguardano l’imposizione
di distanze minime tra le localizzazioni
delle sedi deputate all’esercizio
di una attività economica; il divieto
di esercizio di una attività economica
in più sedi; la limitazione dell’esercizio
di una attività economica ad alcune
categorie o divieto, nei confronti
di alcune categorie, di commercializzazione
di taluni prodotti; l’imposizione
di prezzi minimi o commissioni
per la fornitura di beni e servizi.❖
 

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