1 Giugno 2019

Frenano i prezzi ma non per la spesa

 

ROMA L’ inflazione a maggio rallenta allo 0,9%, ritornando così sotto la soglia dell’ 1%. Ma negli ultimi mesi l’ andamento è stato pressoché costante, senza scossoni. Le oscillazioni non sono andate oltre i due decimi di punto. Più mosso è risultato il carrello della spesa, ovvero l’ insieme dei beni che si acquistano al supermercato. Nell’ ultimo mese i prezzi su questo fronte si sono un po’ riscaldati, salendo dello 0,5%, ma si tratta di una crescita dimezzata rispetto al tasso generale. Il dato però non soddisfa i consumatori e tanto meno i commercianti. L’ Istat, diffondendo le stime preliminari, spiega come la frenata di maggio sia in realtà dovuta al confronto con aprile, mese di rincari per tutta la filiera del turismo, dai trasporti agli alberghi, a causa dei ponti innescati dalla vicinanza tra la Pasqua e la festa della Liberazione. A maggio invece gli italiani sono rimasti a casa, a lavorare, e sui listini è tornato il «freddo». Dinamiche che si rispecchiano nei prezzi dei biglietti aerei (da +6,1% a +2,0%) e degli hotel (da +3,2% a +1,2%). Ma a fiaccare l’ inflazione sono state anche le variazioni registrate per i carburanti, soprattutto per il diesel (da +4,5% a +2,9%). Per il resto i prezzi rimangono piatti. Un fatto che secondo la Confcommercio può significare soltanto una cosa: «Manca il rilancio dei consumi». Una produttività «stagnante» e una fiducia «fragile», le cause. Unica nota positiva è il sostegno al potere d’ acquisto, vista la scarsa dinamicità dei redditi. «Come qualche osservatore ha fatto presente l’ inflazione “è scomparsa”», suggerisce Confesercenti. Che poi fa notare come una bassa tensione sui listini non aiuti a misurare il peso del debito parametrato al Pil nominale (che tra gli ingredienti ha appunto anche l’ inflazione). Stessa lettura per la Federdistribuzione: «Nei primi cinque mesi dell’ anno l’ inflazione sempre oscillante intorno all’ 1% è indicatore di una domanda debole». D’ altra parte neppure dai prezzi che si formano a valle, che ricadono sulle aziende, emerge qualche elemento di vivacità. I prezzi alla produzione di aprile risultano in frenata e quelli che interessano il settore delle costruzioni addirittura in calo. Secondo i consumatori però i conti non tornano. «Il dato sull’ inflazione di maggio diffuso dall’ Istat dimostra in modo inequivocabile le speculazioni sui prezzi dei carburanti registrate in occasione delle partenze degli italiani per le festività di Pasqua e i ponti», accusa il Codacons. «Non appena si sono interrotte le partenze, i listini di benzina e gasolio sono tornati a scendere», sostiene l’ associazione, parlando di un «gioco» che «agli italiani è costato 110 milioni di euro, solo per le maggiori spese di rifornimento». In ogni caso, calcola, «l’ inflazione allo 0,9% si traduce in una maggiore spesa annua di 351 euro per una famiglia con due figli». Nelle reazioni, di commercianti e consumatori, non manca il riferimento all’ Iva, alle clausole di salvaguardia, viste come uno spauracchio. «Meglio bloccare subito l’ aumento» dell’ Iva, dice Confesercenti.

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