29 Settembre 2017

Frena l’inflazione a settembre in Italia

 

 

Frena l’inflazione a settembre in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività calcolato dall’Istat è diminuito dello 0,3% su base mensile ed è aumentato dell’1,1% rispetto a settembre 2016 (era +1,2% ad agosto). Si tratta del calo congiunturale più ampio da novembre 2015, quando fu rilevato un -0,4%. Deluse le attese degli economisti che indicavano un -0,1% su base mensile e un +1,3% su base annua.

La frenata dell’inflazione, ha spiegato l’Istat, è ascrivibile per lo più al ribasso dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,7%, da +4,4% di agosto) e di quelli dei beni energetici regolamentati (+2,9% da +5%), in parte compensato dal rialzo dei prezzi dei beni alimentari non lavorati, la cui crescita si è portata a +2,2% (da +0,7% del mese precedente).

Mente l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è scesa di tre decimi di punto percentuale (+0,7% da +1% di agosto) e quella al netto dei soli beni energetici si è attestata a +0,9% (come nel mese precedente). La diminuzione su base mensile dell’indice generale è dovuta principalmente al calo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-4,6%) e, in misura minore, alla diminuzione di quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,8%), il cui andamento in entrambi i casi è stato influenzato da fattori stagionali.

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni è stata pari a +1%, come ad agosto, mentre è rallentata quella dei servizi (+1,3% da +1,6%). Il differenziale inflazionistico tra servizi e beni è rimasto positivo e pari a +0,3 punti percentuali. L’inflazione acquisita per il 2017 è dunque pari a +1,3% per l’indice generale e +0,8% per la componente di fondo. Inoltre, secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è aumentato dell’1,8% su base mensile, a causa della fine dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e dell’1,3% su base annua (era +1,4% ad agosto).

In netto aumento, però, il carrello della spesa. A settembre i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rilevati dall’Istat sono aumentati dello 0,5% su base mensile e dell’1,2% su base annua (era +0,6% ad agosto) e i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto sono saliti dello 0,4% in termini congiunturali e dell’1,3% in termini tendenziali, in accelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto al mese precedente.

Per il Codacons l’inflazione all’1,1% si traduce in un aggravio di spesa pari a +333 euro annui a famiglia. La frenata dell’inflazione non deve trarre in inganno, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. Il dato di settembre, infatti, è falsato dal forte calo registrato dai trasporti e dalla fine delle vacanze estive che porta a un’ondata di ribassi dei listini in diversi settori. Non a caso i prezzi del Trasporto aereo passeggeri sono scesi del -27,2% in termini congiunturali, quelli dei trasporti marittimi del -31,4% e fortissime riduzioni si registrano per Villaggi vacanza, campeggi, ostelli (-28,4%) e pacchetti vacanza (-25,9%). “La frenata dell’inflazione a settembre è quindi influenzata da fattori stagionali attesi e ampiamente previsti, e i prezzi al dettaglio nelle prossime settimane sono destinati a crescere”, ha avvertito Rienzi.

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