Frena la crescita dell`occupazione e i salari si mantengono sotto la media
Lavoro, Italia maglia nera Ocse
Le retribuzioni Istat +4,8%. Sindacati e consumatori: dati non credibili
Roma. L`occupazione rallenta in Italia. Quest`anno si prevede un incremento dello 0,6% che scenderà allo 0,4% nel 2007 rispetto allo 0,7% registrato l`anno scorso comunque fra i più bassi dell`area Ocse. Arranca anche la partecipazione di donne e giovani mentre i salari crescono poco. È un`immagine a luci ed ombre quella dell`Employment Outlook 2006 che analizza le prospettive del mercato del lavoro nei 40 Paesi più industrializzati del mondo. E che induce il segretario generale Angel Gurria a lanciare un appello. “Mettere le persone che vogliono lavorare nelle condizioni di farlo è una delle più grandi sfide che devono affrontare diversi governi“. Il rapporto, presentato ieri a Parigi, conferma la scarsa dinamicità del nostro sistema condizionato da alcune variabili – l`incidenza della regolarizzazione degli immigrati, la forte disparità tra Centro-nord e Mezzogiorno, l`aumento delle persone che rinunciano a cercare il lavoro – appena influenzata dai primi segnali di ripresa. Per quanto riguarda l`occupazione il confronto con gli altri Paesi ci penalizza. Con un modesto +0,6%, che l`anno prossimo si ridurrà al +0,4%, l`Italia fa peggio della media Ocse (+1,3% nel 2006 e +1,1% l`anno successivo) ed è staccata dal gruppo dei Paesi europei più dinamici (Irlanda, Spagna, Polonia e Islanda) tutti con un tasso di crescita superiore al 2%). Segnali controversi, invece, sul fronte della disoccupazione. Si passa dal 7,7% al 7,6% nel biennio con un risultato peggiore rispetto alla media (6,2% nel 2006 e del 6% nel 2007) ma migliore rispetto ai Paesi europei (rispettivamente +8,5% e +8,2%). L`unica iniziativa in grado di sbloccare l`impasse sarebbe il taglio del cuneo fiscale. Secondo le stime Ocse, una riduzione di 10 punti aumenterebbe l`occupazione del 3,7% e ridurrebbe la disoccupazione del 2,8%. L`Italia soffre anche prendendo in esame l`evoluzione delle retribuzioni reali per addetto. Per il 2006-2007 l`Ocse stima un aumento modesto pari al mezzo punto percentuale. Un risultato ben al di sotto della media ma migliore di quanto registrato in Germania e Olanda. Riguardo all`occupazione femminile siamo al quart`ultimo posto con un tasso del 56,1% davanti a Corea, Messico e Turchia. Maglia nera anche per la partecipazione di giovani e lavoratori con bassa professionalità. Viceversa siamo ai vertici della graduatoria per il lavoro a termine. In questo scenario fa discutere l`ultimo dato diffuso dall`Istat che registra un balzo del 4,8% degli stipendi nel primo trimestre 2006 rispetto allo stesso periodo del 2005 e dell`1% rispetto agli ultimi mesi dell`anno scorso. Si tratta dell`aumento più alto dal `97. Nel dettaglio gli aumenti più forti riguardano l`industria soprattutto grazie al rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Ma sindacati e consumatori contestano l`Istat. “No, i salari sono diminuiti“ attacca il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Mentre Adusbef e Codacons parlano di dati ballerini che si contraddicono da soli“.(
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