1 Novembre 2012

Frecciarossa, il caso non è chiuso

Frecciarossa, il caso non è chiuso

Interruzione di un pubblico servizio: la sosta su Parma alimenta la protesta dei passeggeri di SIMONE CANETTIERI PARMA – Sul web, da Facebook a Twitter, l’ hanno subito ribattezzato «Frecciagiallorossa». È il treno ad alta velocità che martedì sera, con una sosta straordinaria, ha portato i giocatori della Roma a Parma. Una fermata non prevista per permettere a Totti & compagni di arrivare dritti e senza stress nella città ducale, alla vigilia del match di ieri sera contro i gialloblù di Donadoni. La sosta ad personam, però, ha causato un ritardo di 40 minuti a tutti gli altri ignari passeggeri diretti a Milano. E in un attimo il Frecciarossa ha preso i binari velocissimi, e ben oliati, delle rivendicazioni «contro la casta dei calciatori». Fino a terminare la sua corsa tra le carte bollate. Il Codacons, infatti, ha presentato un esposto alla Procura di Parma: chiede di aprire un’ indagine per interruzione di pubblico servizio. Non solo. L’ associazione dei consumatori pretende anche che la Regione Emilia Romagna, titolare del contratto di servizio con Trenitalia, sanzioni la società di trasporto ferroviario «in relazione all’ ingiusta prevaricazione subita dagli utenti». E non manca nemmeno un’ interrogazione parlamentare del senatore Idv Elio Lannutti al ministro dei Trasporti Corrado Passera. Da Trenitalia provano a salvarsi in corner: «Rimborseremo ai passeggeri coinvolti il 25% del biglietto». Ma ormai il caso è scoppiato. E non c’ è fede sportiva che tenga: dalle curve di internet i tifosi romanisti non risparmiano critiche e sfottò alla società di Trigoria per come è stata gestita la trasferta in Emilia. La storia inizia alla stazione di Napoli dove martedì alle 14.50 è partito il treno Frecciarossa 9544 diretto a Milano centrale con arrivo previsto alle 19.40. In mezzo, sulla carta, solo tre fermate intermedie: Roma Termini (alle 16), Firenze Santa Maria Novella (17.46) e Bologna centrale (18.32). Al primo stop, nella Capitale, sale la squadra allenata da Zeman. E tutti, da Totti ai massaggiatori, sanno ciò che gli altri passeggeri ignorano: il treno si fermerà a Parma. E così accade, infatti, intorno alle 19. «Il ritardo del treno – fanno sapere da Trenitalia – è stato di 33 minuti complessivi di cui 19 per la deviazione programmata, il resto è legato al traffico sulla rete. Sono stati fatti annunci sonori in stazione e i tabelloni di stazione indicavano la variazione di percorso del treno. Sul treno sono stati fatti due annunci». Ma quell’ annuncio alla partenza (e c’ è chi assicura non sia stato fatto), come può essere accettato da chi ha prenotato giorni prima per arrivare puntuale a Milano alle 19.40? Ha prevalso la comodità dei giocatori, che avrebbero dovuto cambiare a Bologna. Troppo stress, forse. Sta di fatto che dopo la fermata, il Frecciarossa ritorna sui binari dell’ alta velocità, direzione Milano con 40 minuti di ritardo accumulati. E così c’ è chi si sfoga sui social network. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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