Fratelli d’Italia no alla discarica Castella «3»
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fonte:
- Corriere della Sera
La difesa dell’ambiente non ha colori politici. E così anche Fratelli d’Italia esprime fortissime perplessità sull’ennesima domanda (la terza in dieci anni) di realizzazione della maxi discarica Castella in comune di Rezzato, domanda avanzata dalla multiutility pubblica Garda Uno, società che rappresenta i comuni gardesani ma di cui anche la Provincia detiene una quota di tutto rispetto (9,76 La consigliera provinciale Cristina Almici (che è anche sindaco di Bagnolo Mella) ha presentato una interrogazione al presidente della Provincia, Samuele Alghisi (verrà discussa nel consiglio del 2 marzo) per chiedere «quale posizione intenda assumere la Provincia» anche alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato, che nell’agosto 2020 ha bocciato il parere tecnico positivo rilasciato dal Broletto in quanto «c’è stata la mancata ponderazione degli effetti derivanti dalla localizzazione della discarica rispetto ad un contesto territoriale già gravemente pregiudicato». Garda Uno recentemente ha anche chiesto un maxi risarcimento di 47 milioni di euro al comune di Rezzato. La sua colpa? Essersi opposto, in via giudiziaria, alla realizzazione della discarica. «L’autorizzazione alla discarica Castella non è più solo questione tecnica, ma anche politica» il presidente Alghisi ci deve dire come cosa intende fare. Il tema è seguito con grande attenzione anche dal coordinatore provinciale di FdI il senatore Gianpietro Maffoni: «Valuterò l’evolversi dell’iter e se sarà necessario presenterò anche un’interrogazione parlamentare». Sul tema Castella anche il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto in procura
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