14 Aprile 2015

«Frasi inaccettabili, D’ Autilia si dimetta»

«Frasi inaccettabili, D’ Autilia si dimetta»

di Carlo Gregori Il giorno dopo “Report” in città fioriscono i commenti alle frasi del dottor Nicolino D’ Autilia, presidente dell’ Ordine dei medici di Modena e anche dell’ ordine dei medici europei. Un’ autorità che rappresenta chi pratica il Giuramento d’ Ippocrate, oltre che di deontologia professionale. Durante una chiacchierata fuori onda con Sigfrido Ranucci, autore del documentario “Amici del cuore” andato in onda domenica sera su RaiTre dedicato al caso di Cardiologia del Policlinico, a “Report” D’ Autilia ammette che i concorsi medici per i titolari sono truccati e decisi da politici o da baroni della medicina. “Ma questo lo fanno tutti!”, esclama incalzato dal giornalista che rimane sconcertato da questa apparente acquiescenza a un sistema corrotto. Frasi pesanti come macigni pronunciate parlando del caso della professoressa Maria Grazia Modena, condannata in primo grado (processo abbreviato) a 4 anni e ora sotto processo a Brescia per un concorso truccato: secondo le intercettazioni, lei e i suoi colleghi di commissione avevano deciso i vincitori preparando addirittura i verbali il giorno prima del concorso. E alla prof è anche scappata una battuta mentre gli altri si raccomandavano di tenere i verbali già pronti e firmati in un cassetto: ha detto che su quel caso poteva fare una chiamata a un giornalista e fargli fare un scoop… Ma lo scoop l’ hanno fatto gli investigatori. Ebbene di fronte a questi fatti, per quanto da accertare in sede giudiziaria, D’ Autilia ha commentato con un classico “così va il mondo” pur rammaricandosene. Ieri, da noi contattato, D’ Autilia ha spiegato: «Ho solo detto ciò che ormai tutto il mondo sa. Sono prassi diffuse in tutto il Paese ed un piaga da debellare. Io mi oppongo fermamente a tutto questo, sia chiaro; non sono certo d’ accordo». E sul processo di Brescia alla prof. Modena? «Non so nulla. E l’ ho detto a “Report”. Trovo sconcertante che la Procura di Brescia non ci abbia avvisato. Spero che approvino presto una nuova legge che impone l’ obbligo di informare gli Ordini dei Medici dei procedimenti sui propri iscritti». E come procede la pratica della Modena? «È aperta. Abbiamo avviato una procedimento disciplinare e, come sempre avviene, resta in stand by fino alla fine del procedimento giudiziario». Se l’ Università tace – il rettore ieri non ha fatto alcun commento – così come il Policlinico, dove avvenivano i fatti dell’ inchiesta “Camici sporchi” (silenzio dal nuovo Dg Ivan Trenti) – una pioggia di critiche arriva da associazioni e colleghi. Durissimo il professor Giovanni Spinella, presidente degli Amici del Cuore, colui che con il Codacons ha sollevato lo scandalo Cardiologia: «C’ è poco da commentare di fronte alle frasi infelici di D’ Autilia, se non chiedergli di trarre da solo le conseguenze. Ognuno ha responsabilità nella vita, tanto più quando si ricopre una carica del genere», dice Spinella. Simile lo stupore e l’ indignazione di Fabio Galli del Codacons, l’ altra associazione che ha scoperto lo scandalo dell’ équipe della Modena: «Dopo queste frasi, D’ Autilia non può che rimettere il suo mandato agli elettori, se proprio non decide di dimettersi. Che siano loro a decidere se merita di restare in quel posto». Stessa richiesta arriva dalla Anaao-Assomed, l’ associazione sindacale più rappresentativa dei Medici Dirigenti dell’ Ausl di Modena, con 520 iscritti. «Sono parole che fanno male a tutti coloro che, dinanzi ai soprusi e all’ illegalità, hanno un moto di ribellione e pretendono trasparenza. Esse sono da considerarsi tanto più inammissibili, in quanto sono state rilasciate da D’ Autilia non già in qualità di semplice cittadino ma di presidente dell’ Ordine. La Medicina non può essere governata né dai “baroni” né dai politici corrotti. Se il presidente dell’ Ordine dei Medici sa – come sembra sappia – di scorrettezze e illiceità in seno alla sanità modenese, faccia nomi e cognomi e ne interessi la magistratura. Le sue affermazioni, secondo le quali “così fanno tutti”, calano invece l’ ombra lunga del discredito su un’ intera categoria».

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