Franco Califano, un sofferto vitalizio per l’ arte
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fonte:
- La Nuova Sardegna
La richiesta rivolta allo Stato di poter usufruire del sussidio previsto dalla Legge Bacchelli da parte del cantautore romano Franco Califano, 72 anni, da luglio immobilizzato in casa con tre vertebre rotte, ha evidenziato i delicati equilibri su cui si basa il rapporto intercorrente tra arte e società contemporanea. Califano, detto il Califfo, dopo una vita forse non proprio da buon esempio, cioè abbastanza sregolata, si trova infatti negli anni del tramonto a un passo dall’ indigenza. Dopo avere raccolto nelle stagioni passate il successo vive oggi in casa d’ affitto sbarcando il lunario grazie alle serate in giro per l’ Italia e ai circa diecimila euro al semestre che percepisce dalla Siae come diritti d’ autore. Povero non è ancora però l’ età avanza e la paura di trovarsi da solo e senza mezzi di sostentamento è un timore reale. Pure se il suo stesso avvocato ha voluto ridimensionare il caso affermando che il cantante vive in una momentanea situazione di "depressione" e appena sarà guarito potrà riprendere le sue serate, l’ angoscia del futuro è tutta lì davanti… E certo non fanno bene al quel suo cuore de "romano de Roma" le prese di posizione contrarie a un eventuale vitalizio giunte da diverse parti. Come quella del Codacons, l’ associazione in difesa dei Consumatori che ha osservato come Califano abbia «già guadagnato molto» e se poi «di tale denaro ha fatto un uso poco accorto… ciò è da attribuire unicamente alle sue scelte». Bertolt Brecht direbbe che questi sono davvero "tempi oscuri". Mentre crolla nell’ indifferenza e l’ incuria di chi governa la Casa dei gladiatori a Pompei, qualsiasi relazione con la cultura dà fastidio e va rimossa. Così un artista, tutti gli artisti, produttori cioè di bellezza e beni immateriali fruiti da parti o da una intera società, non vedono riconosciuto il proprio ruolo di compagni di vita e cantori del proprio tempo ma sono guardati o additati come cattivo esempio, articolo di cui sbarazzarsi. Rischia così di rinascere il ghetto, l’ angolo della diversità da punire e mettere all’ indice. In società di forte segno identitario, come anche quella sarda, il poeta e il musicista venivano una volta protetti e tutelati come tesori. Oggi invece, nell’ etica imperante del reality show, si può anche negare il vitalizio della legge Bacchelli a un artista come fosse ormai finito nei titoli di coda di un film.
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