6 Ottobre 2015

Franceschini: libri mercato a rischio il ministro: «è un settore delicato, giudichi l’ antitrust»

Franceschini: libri mercato a rischio il ministro: «è un settore delicato, giudichi l’ antitrust»

Fabrizio Coscia È stata la cronaca di una fusione annunciata. E il giorno dopo la tanto discussa acquisizione di Rizzoli Libri da parte del gruppo Mondadori è, come prevedibile, il momento dei commenti e delle reazioni. Un day after caratterizzato dai toni trionfalistici che emergono dalle dichiarazioni di casa Segrate e da quelli preoccupati o decisamente allarmati di parte del mondo editoriale, e non solo, che vede nella creatura «Mondazzoli» un colosso – se non addirittura un mostro – contro cui sarà difficile combattere. Positivi, e ci mancherebbe, i commenti Di Marina Berlusconi, presidente della Arnoldo Mondadori Editore, per la qual la fusione è «un’ operazione di cui siamo orgogliosi, un rilevante investimento in un settore nobile e speciale, un passo cruciale verso una sempre maggiore solidità» dell’ azienda, ma è anche «un investimento sul futuro del nostro Paese e sulla qualità di questo futuro». Ha spiegato la Berlusconi che «le dinamiche del settore spingono in tutto il mondo gli editori ad unire le forze. Un processo che in Italia, dove gli operatori hanno dimensioni molto più piccole rispetto a quelli degli altri principali Paesi, risulta ancora più necessario». Sulla stessa lunghezza d’ onda anche l’ amministratore delegato del gruppo, Ernesto Mauri: «Ora siamo pronti per una nuova fase di sviluppo nel “mestiere” più antico di Mondadori, il più solido e nel quale vantiamo una tradizione di eccellenza e innovazione». Per Mauri, dunque, dopo l’ acquisizione «si aprono nuove prospettive di crescita». Secondo gli ultimi calcoli, che non comprendono l’ Adelphi esclusa dall’ accordo, l’ unione avrebbe una quota di mercato del 35% nel “trade” e inferiore al 25% nell’ education. Seguono il gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) con il 10%, Giunti con poco più del 6%, Feltrinelli con 4,6% e De Agostini con il 2,3%. Un’ operazione che ha avuto la piena approvazione delle Borse. Dopo la firma del contratto per la cessione, infatti, il titolo di Rcs spicca in Piazza Affari, segnando in avvio di seduta +5,33% a 0,88 euro; Mondadori, a sua volta, guadagna il 4,72% a 1,02 euro. Ma se a casa Segrate possono dirsi soddisfatti, la fusione allarma, prima di tutti, il Codacons, che ha presentato all’ Antitrust un esposto urgente. «L’ operazione – sottolinea il Codacons – consentirebbe ad un unico soggetto di acquisire una fetta consistente del mercato editoriale, pari al 38% del totale. Tutto ciò a svantaggio non solo del settore editoriale italiano, costituito da piccole case editrici, ma anche e soprattutto dei consumatori, che avranno così un’ offerta limitata e dipendente dalle scelte imprenditoriali del nuovo colosso». Altro fattore di rischio per il Codacons «è rappresentato dai prezzi dei libri, che saranno, anche quelli delle altre case editrici, inevitabilmente condizionati dai prezzi praticati da “Mondazzoli” in qualità di soggetto dominante del mercato». Per tale motivo l’ associazione dei consumatori, «ha chiesto oggi all’ Antitrust di aprire una istruttoria tesa a valutare la correttezza dell’ operazione, considerando le pesanti conseguenze della concentrazione per il mercato e per i consumatori». Occhi puntati dunque sull’ Autorità di piazza Verdi, che dovrà decidere se l’ acquisizione è o meno restrittiva della concorrenza. L’ Antitrust ha un massimo di 105 giorni per decidere se avviare un’ istruttoria da quando riceve la notifica dalle parti. Poi potrebbe esserci un interessamento anche dell’ Agcom sull’ ipotesi di incrinazione del pluralismo nell’ informazione, ma al momento questa seconda Autorità preferirebbe rimanere in “stand by”. Intanto ieri si è pronunciato anche il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. «Il mercato dei libri è molto delicato – ha detto – e la mia opinione sull’ operazione l’ ho già espressa mesi fa. Ma non spetta al governo intervenire, semmai sarà l’ Antitrust nella sua totale indipendenza a valutare l’ operazione». Un’ opinione, quella cui ha fatto riferimento il ministro, espressa qualche giorno fa, affidata a un tweet dove Franceschini si diceva «molto preoccupato per possibile acquisto di Rcs Libri da parte di Mondadori. Troppo rischioso che una sola azienda controlli metà del mercato». Apertamente contraria si è detta, invece, Dacia Maraini, definendo «un errore in generale» la concentrazione dell’ editoria nelle mani di una sola famiglia, di un solo potere, «perché il mercato deve essere fatto nella concorrenza della pluralità». La Maraini ha spiegato poi di aver saputo la notizia solo dai giornali: «Il fatto che l’ editoria italiana si concentri in un colosso toglie pluralità di manovra. E poi più è grande una casa editrice e più tende al commercio, non riesce a fare un lavoro culturale dettagliato e ad avere un rapporto con l’ autore». Nell’ incertezza del futuro allora, non resta che aspettare. «Devo vedere, devo capire – riflette la scrittrice – non so davvero che cambiamenti ci saranno». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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