28 Ottobre 2010

Fragili e veloci, minicar sotto accusa

ROMA. Materiali fragili, niente airbag, velocità che, grazie a piccoli ritocchi, passano da 45 a 60 chilometri orari, fino a superare i 100. Per la procura di Roma, sulle minicar è necessario indagare. L’ obiettivo è accertare i livelli di sicurezza e le modalità di omologazione delle piccole vetture amate dai minorenni: un obbligo dopo la tragica fine di due ragazzi romani di 17 e 15 anni, morti l’ 11 e il 12 aprile scorso sulle strade della capitale: secondo le consulenze tecniche, le auto sarebbero state prive di adeguati sistemi di sicurezza. I magistrati escludono che si possa arrivare a un blocco delle minicar, ma il procuratore Giovanni Ferrara è deciso a fare chiarezza chiedendo anche la collaborazione del ministero dei Trasporti: il fascicolo (al momento per «atti relativi», privo di indagati e ipotesi di reato») è nelle mani dei pm Laura Condemi e Lina Cusano, gli stessi pm a cui sono affidate le inchieste sull’ incidente in cui perse la vita di Jacopo Fanfani, 17 anni, nipote di Amintore, morto dopo che la sua auto si era ribaltata sulla tangenziale, e su quello in cui, il giorno seguente, morì Federica Lupi, 15 anni: la sua auto si scontrò con un pullman nella zona dell’ Olgiata. La perizia del professor Alessandro Michelon è un duro atto d’ accusa: secondo gli accertamenti tecnici condotti dal consulente della procura, infatti, il limite oltre il quale le piccole auto possono diventare pericolose in caso di asfalto bagnato è di 32 chilometri. L’ auto su cui viaggiava Federica andava a 40 chilometri e sbandò a causa della pioggia: l’ impatto fu «devastante». Secondo l’ esperto, i materiali di costruzione sarebbero troppo fragili per rispettare le norme sull’ omologazione. I produttori – che dal 2006 a oggi in Italia hanno messo su strada quasi 25 mila esemplari (la maggior parte a Roma, il 17%) – non ci stanno e puntano il dito contro una «campagna d’ informazione in corso da diversi mesi che mira a screditare un intero settore, basata su una conoscenza frammentaria e parziale del quadriciclo». Per l’ Ancma Confindustria, infatti, sarebbe «scorretto» paragonare la sicurezza delle minicar, «che sono ciclomotori a quattro ruote», a quella delle autovetture. L’ incidentalità, inoltre, sarebbe trascurabile rispetto al totale nazionale, con 682 incidenti nel 2008, per un totale di 18 morti e 610 feriti. Al primo posto nelle cause d’ incidente ci sarebbe la velocità dovuta a un motore «truccato» e la scarsa perizia dei conducenti: per guidare le minicar bastano 14 anni e il «patentino» per lo scooter. «La procura fa bene» commenta Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, campagna nazionale per la sicurezza stradale, «se la perizia fosse confermata, sarebbe necessario un blocco di questi mezzi». Dal Codacons la richiesta di allargare l’ ambito dell’ inchiesta, per disporre «il sequestro delle officine che alterano i motori». (m.r.t.) © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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