9 Febbraio 2006

Fotored col trucco

“La decisione del Comune di Reggio Emilia di affiancare un agente di polizia municipale ai fotored appena installati sarebbe apprezzabile nelle intenzioni, se non fosse che non coincide, nei fatti concreti, con la necessità di maggiore trasparenza verso gli automobilisti. Insomma, sembra più fumo negli occhi che altro“. Fabio Galli , responsabile del Codacons modenese, si batte da tempo per chiarire se i fotored sono legali: e il loro funzionamento in automatico – come avviene da anni a Modena – è una nota molto dolente. “Nel novembre scorso – spiega – la Cassazione ha emesso una sentenza secondo la quale, indipendentemente dall`omologazione dei rilevatori di velocità, sarebbe opportuna in pianta stabile la presenza di un agente vicino ad essi. La normativa riguardante l`articolo 2901 del Codice della strada continua a essere contradditoria e non è che la posizione dall`amministrazione reggiana con i suoi Autostop K 20 risulti molto più chiara. Mi sembra poco spiegabile soprattutto la presenza di un vigile “anche in borghese“, come ha spiegato il comandante della polizia municipale, a fianco del macchinario. Se un vigile è in borghese, l`effetto deterrente viene comunque a mancare. E allora per quale motivo è destinato a quell`incarico? Avrebbe più senso stabilire, proprio per la trasparenza, che un vigile in divisa stia vicino al fotored con nome e turno di lavoro segnalati sul verbale“.

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