Forza Italia è in calo ma l?Ulivo non sfonda
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fonte:
- La Stampa
La rimonta della Lega.
Gli Azzurri non riescono a confermare il successo del ?99, mentre
la sorpresa arriva dal «Carroccio» che è diventato il terzo partito
BIELLA.
Forza Italia bastonata, l?Ulivo che galleggia (ma non riesce a sfonda), la Lega e Rifondazione in netta ripresa: anche in provincia, i numeri delle europee confermano che i pesci piccoli rosicchiano voti ai pesci grossi. Ma con qualche differenza rispetto alle tendenze nazionali: l?effetto-Udc, ad esempio, è poco dirompente, mentre Alleanza nazionale cala rispetto alle politiche 2001.
Il listone dell?Ulivo, che raggruppa Sdi, Margherita e Ds, se fosse un partito sarebbe il primo del Biellese, con il 29 per cento. Alle politiche di tre anni fa, i dati del «triciclo», sommati, davano il 29,1 per cento. Un «pareggio» non entusiasmante, quindi, se si pensa che stavolta i biellesi avevano un motivo in più per puntare sul listone: la presenza del sindaco uscente del capoluogo Gianluca Susta.
Come detto, Forza Italia perde secco, con un tonfo al 26,5 per cento: nel 2001 era a quota 35,6, alle europee ?99 aveva il 31 per cento. Ma la vera sorpresa è Lega Nord, che resuscita come terzo partito a quota 9,8: un grande balzo, per un movimento che veniva dal 6,9 del 2001 e dal 7,6 delle europee ?99. Anche l?Udc cresce, ma non come nel resto d?Italia: vola appena al 2,7 per cento, guadagnando 0,7 punti sulle politiche e 0,3 sulle precedenti europee. Alleanza nazionale ha fatto meglio che nel ?99 (6,9 per cento), ma peggio del 2001 (8,5), e s?è fermata all?8,2 per cento.
Buona avanzata, sul fronte opposto, per i rifondatori, che col 5,5 per cento guadagnano più di un punto rispetto al 2001 e due punti rispetto al ?99. Cresce di poco invece il Pdci: 2,6 per cento, contro il 2,3 del 2001 e il 2,7 del ?99. Leggerissimo balzo anche per i verdi (1,8), mentre delude la lista Di Pietro-Occhetto, ferma all?1,3 (nel 2001 il solo Di Pietro aveva 3,1).
I neo-craxiani Socialisti uniti salgono all?1,4 (raddoppiando i voti del 2001), mentre i radicali di Emma Bonino si devono accontentare del 3,6 per cento: non pochissimo, ma infinitamente meno rispetto all?exploit del ?99 (16,6) e ai dati delle politiche (4,2). Fra i mini-partiti, prendono pochino quelli di estrema destra (dalla Fiamma, che aveva in lista la biellese Sandra Molinari, ai gruppi della Mussolini e di Rauti), mentre i pensionati arrivano a un discreto 1,4. La protesta per l?aumento dei prezzi, invece, ha probabilmente fatto la fortuna di «No euro», che ramazza l?1 per cento. Brutta batosta per l?Udeur e per il Patto Segni-Scognamiglio, che insieme prendono meno del Codacons. L?effetto-Buonanno, infine, ha trascinato il pri di Sgarbi a un dignitoso 1,1 per cento.
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