2 Dicembre 2009

Formigoni indagato per lo smog “Me l´aspettavo, ma sono un puro”

Avvisi anche a Moratti e Podestà, scoppia la polemica

 
 L´avviso di garanzia al governatore Roberto Formigoni, al sindaco Letizia Moratti e al presidente della Provincia Guido Podestà, per un´inchiesta nata da un esposto del Codacons sull´inquinamento dell´aria e il ripetuto superamento dei limiti sulle concentrazioni delle polveri sottili previste dalla legge, divide il mondo politico. A lasciare perplessi anche alcuni esponenti dell´opposizione di centrosinistra è il fatto che il titolare dell´inchiesta, il pm Giulio Benedetti, avesse chiesto l´archiviazione prima che il gip Marina Zelante decidesse di riaprire l´indagine. La reazione di Formigoni è sferzante: «è arrivato l´avviso che tutti si aspettavano – dice – la montagna ha partorito il topolino. Tutti gli avvisi di garanzia che mi hanno mandato sono finiti a zero. Ho affrontato dieci processi finiti con dieci assoluzioni. Sono puro come l´acqua di fonte. Anche se presto, vedrete, me ne arriverà anche uno per la casa dello studente che abbiamo ricostruito in Abruzzo». Podestà, invece, precisa che «i fatti risalgono a prima della sua elezione». Mentre il portavoce del sindaco Moratti si limita a puntualizzare che finora «non è stata ricevuta alcuna notifica».  Il Codacons, dal canto suo, spiega le ragioni della sua iniziativa. «Nel nostro esposto non c´è nulla di politico – sottolinea l´associazione dei consumatori in un comunicato – Ora Formigoni e la Moratti facciano qualcosa contro lo smog».  Interviene anche il presidente dell´associazione Marco Maria Donzelli: «La battaglia legale del Codacons è iniziata nel giugno del 2007 con un esposto basato su dati del Cnr secondo i quali lo smog uccide in media 8.220 persone l´anno nelle sole 13 maggiori città italiane a causa dell´alta concentrazione del Pm10. In due anni, al San Carlo, Policlinico, Fatebenefratelli, Niguarda e San Paolo, sono stati più di 53mila i casi di accesso nei pronto soccorso avvenuti per cause riconducibili all´inquinamento, per malattie e disturbi correlabili ai veleni nell´aria». Dalla tosse all´asma, passando per bronchiti e polmoniti, fino ad attacchi di cuore e ictus.  Con questi dati alla mano, e il numero del superamento delle soglie d´allarme per le polveri sottili che a novembre 2009 ha già superato il tetto raggiunto lo scorso anno, il Codacons ha chiesto di non archiviare il caso ma di continuare ad indagare. Se il Popolo della Libertà fa quadrato attorno al governatore, il Partito democratico lombardo lo invita a riflettere. «Non commentiamo gli avvisi di garanzia – precisa il capogruppo in Regione Carlo Porcari – è comunque improprio e inopportuno che chi ha cariche istituzionali usi vicende come queste per portare acqua alla campagna di delegittimazione della magistratura». Il capogruppo del Pd in Comune Piefrancesco Majorino invoca ora «un radicale cambio di passo sul terreno delle politiche contro il traffico e l´inquinamento». Anche se il radicale Silvio Viale giudica gli avvisi di garanzia recapitati ai politici come documenti «campati in aria». Il capogruppo di Rifondazione comunista in Regione Luciano Muhlbauer, invece, non ha dubbi: «Formigoni sceglie l´attacco preventivo alla magistratura in vista di altre indagini. Diciamo no a un condizionamento politico delle inchieste Grossi e sulla sanità». Dal centrodestra, invece, solo reazioni stizzite. «Ormai siamo davanti a una commedia delle parti – osserva il vice presidente della Camera ciellino Maurizio Lupi – Appena si avvicinano le elezioni il solito zelante magistrato tira fuori l´avviso di garanzia».
 

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