17 Febbraio 2005

Formigoni e Albertini indagati e subito prosciolti

Formigoni e Albertini indagati e subito prosciolti
«Blocco totale del traffico, un danno per i cittadini»
Lo stop alla circolazione avrebbe scarsi effetti se non correlato ai controlli sulle altre fonti di emissioni, come gli impianti industriali e di riscaldamento domestico

Indagati per omissione d?atti d?ufficio dopo i due esposti sul mancato blocco totale del traffico presentati da Codacons e dalle «Mamme aria fritta», ma per Roberto Formigoni e Gabriele Albertini arriva subito la richiesta di archiviazione della Procura di Milano. Alla base della decisione ci sarebbero alcune considerazioni, a partire da quella secondo la quale, per tutelare il diritto alla salute – come reclamato dagli esposti – il presidente della Regione e il sindaco avrebbero dovuto ledere altri diritti garantiti ai cittadini dalla Costituzione, come quello alla libertà di movimento, alla vita di relazione e al lavoro i quali, invece, verrebbero pesantemente compromessi da un divieto totale di circolazione. Lo stop, inoltre, dovrebbe essere disposto con un provvedimento amministrativo, sul quale i magistrati dell?ufficio del pubblico ministero non hanno competenza perché si tratta di un atto di pertinenza del Tar.
Alla base del ragionamento del procuratore aggiunto Francesco Dettori e del sostituto Giulio Benedetti, che in questi giorni hanno lavorato all?inchiesta, ci sono anche altre considerazioni. A partire da quella che il solo blocco degli automezzi, conseguente al superamento delle soglie d?attenzione fissate dall?Unione europea per le polveri sottili, avrebbe scarso impatto senza un intervento parallelo su altre fonti di inquinamento, come gli impianti industriali e i sistemi di riscaldamento delle abitazioni che, secondo i dati a disposizione della Procura, nel 93% dei casi non rispettano le norme antinquinamento.
Ci sono poi problemi geografici, quindi insormontabili, come la presenza della barriera della Alpi e la pianura che impediscono ai venti di raggiungere Milano e pulire l?aria. Un eventuale blocco, inoltre, non servirebbe a molto se nelle regioni confinanti, come il Piemonte e il Veneto che soffrono di problemi di inquinamento simili, gli automezzi possono circolare liberamente con il risultato che i loro gas nocivi sono in grado di raggiungere la Lombardia. Come dire: si tratta di una situazione a carattere generale, sulla quale è necessario un coordinamento tra le varie amministrazioni locali e tra queste e il governo nazionale.
Contemporaneamente in Procura sono arrivate alcune denunce di segno opposto a quelle del Codacons e delle «Mamme antismog», secondo le quali i blocchi parziali del traffico che ci sono stati fino ad oggi hanno limitato i diritti dei cittadini. Anche per questi esposti sarà chiesta al gip l?archiviazione.

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