6 Novembre 2003

FONTI RINNOVABILI: IL MOMENTO DELLE SCELTE

FONTI RINNOVABILI: IL MOMENTO DELLE SCELTE

Dopo il black-out del 28 settembre scorso, si è palesata la necessità di ricorrere ad energie alternative.
I dati emersi confermano l’eccezionale appeal di cui godono le energie verdi, ed evidenziano anche l’elevato interesse rispetto ad alcuni specifici quesiti che sono stati posti.
Non stupisce ad esempio che al primo posto tra le fonti energetiche su cui puntare nei prossimi anni ci sia, con gran distacco, l’energia solare (35%) che al secondo posto si ponga quella eolica(16%) ed, a seguire quella idroelettrica.
Elevatissimo il dato dei favorevoli all’introduzione di una normativa che preveda l’obbligo della installazione di pannelli solari nei nuovi edifici come hanno fatto alcune città europee ad iniziare da Barcellona.
A livello internazionale sta emergendo una nuova politica energetica che fa delle rinnovabili uno dei pilastri degli scenari del futuro, in previsione delle drastiche riduzioni di gas serra che dovranno essere effettuate in questo secolo( vedi impegni assunti dall’accordo di Kyoto).
Passando al solare fotovoltaico, si consideri l’esperienza giapponese, dove è stato fissato un obiettivo al 2010 ben 15 volte superiore al nostro e dove oggi viene installata in una settimana la potenza che in Italia si realizza in un anno.
In tale ottica, va considerata anche la possibilità di nuove fonti occupazionali, si pensi, che negli ultimi 10 anni in Germania solo vento e biomasse hanno consentito di creare 130.000 posti di lavoro!
Tale esigenza, sembra non sembra essere condivisa in Italia, se facciamo riferimento al disegno di legge Marzano ed al recepimento della direttiva Europea sulle fonti rinnovabili alternative.
Infatti, il disegno di legge Marzano, approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 dicembre 2002, prevede dal 2006 un incremento annuo molto modesto della quota di elettricità.
Si pensi che l’incremento di elettricità previsto per quella data è pari allo 0,35% della produzione dalle centrali termoelettriche.
Sono obiettivi molto modesti, che richiedono forti incentivi soprattutto statali.
Riguardo al futuro delle rinnovabili, rileva precisare che il quadro di riferimento in via di definizione a livello nazionale è incoraggiante e ambizioso. Un ruolo importante potrà essere tuttavia giocato dalle Regioni, impegnate, ad utilizzare i fondi europei 2000- 2006. Per esempio, inserire nei Piani Energetici Regionali, "progetti pilota" per l’uso della "tegola fotovoltaica" per la copertura dei tetti degli edifici di proprietà della Regione.La riduzione del consumo di energia elettrica classica, sarebbe molto evidente.Intanto, il cittadino comincia a metabolizzare nel giusto senso l’utilizzo di questo prodotto sulle case, per poi farne, da parte di quella Regione, obbligo per le nuove costruzioni.( la legge 10/91 non prevede l’obbligo della riduzione del consumo energetico?).
Infine decisiva, sarà la pressione dell’opinione pubblica che in tutti i sondaggi continua a considerare le energie pulite come prioritarie rispetto ad altre fonti.
Lo scorso dibattito aveva come finalità primaria quello di evidenziare gli aspetti più critici della legislazione in discussione in parlamento,ad iniziare dalla necessità di un forte innalzamento della quota obbligatoria di energia rinnovabile per finire con la semplificazione delle procedure per l’installazione degli impianti .
Il ruolo del Codacons, riguardo a questo specifico settore potrebbe essere quello di sensibilizzare il Governo e le regioni riguardo all’importanza delle fonti rinnovabili, e circa la necessità di acquisirle, anche e soprattutto attraverso incentivi statali, regionalie provinciali.
Per il raggiungimento di tale obiettivo, si rende necessaria una capillare campagna informativa, che, il Codacons potrebbe attuare anche mediante una capillare informazione di massa, da realizzarsi attraverso l’organizzazione di convegni e di corsi tenuti da esperti finalizzati ad informare la categoria di utenti circa l’importanza di un tipo piuttosto che di un altro metodo volto alla produzione autonoma di energia.

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