29 Gennaio 2014

FonSai, il Gip respinge il patteggiamento per Jonella Ligresti

FonSai, il Gip respinge il patteggiamento per Jonella Ligresti

Filomena Greco TORINO Salta il patteggiamento di Jonella Ligresti, ex presidente di Fondiaria Sai, accusata a Torino di falso in bilancio e manipolazione di mercato insieme al padre Salvatore, al fratello Paolo e agli ex top manager della compagnia. Il giudice Sandra Recchione ieri ha rigettato l’ ipotesi di una condanna a tre anni e quattro mesi. Pena considerata dal gip «incongrua», nonostante l’ accordo tra la Procura di Torino e la difesa della Ligresti. Incongrua, sia nella parte pecuniaria – 30mila euro di multa – che nella quantificazione della pena, visto il riconoscimento di attenuanti ritenute troppo ampie. Il giudice ha inoltre motivato la sua valutazione citando il fatto che da parte dell’ ex presidente di Fondiaria-Sai non ci sia stato alcun gesto risarcitorio. Un pronunciamento accolto con sopresa dai legali di Lionella Ligresti che valuteranno nei prossimi giorni come procedere. La sua posizione dovrebbe rientrare nel processo con rito immediato che si è aperto a dicembre e che ha in calendario la prossima udienza il 30 gennaio. Non è escluso però, sottolinea l’ avvocato Lucio Lucia, che in fase di procedimento non si ripresenti l’ ipotesi di patteggiamento. Ipotesi contro cui si sono schierate le organizzazioni a difesa dei consumatori, facendo leva proprio sul concetto di non congruità rispetto alla gravità dei fatti, poi riconosciuto dal giudice. Tanto che in serata tanto il Movimento Consumatori quanto il Codacons hanno espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale, «attenta e sensibile alle istanze delle parti offese, come prevede la normativa europea» sottolineato da Tiziana Sorriento, legale del Codacons. Il gip, in particolare, aveva autorizzato le parti lese a intervenire in udienza – di prassi aperta solo a pm e avvocati difensori – e a esprimersi circa la congruità della pena. «Abbiamo contestato – ricostruisce Corrado Pinna, del Movimento Consumatori – proprio il fatto che a fronte del patteggiamento non fosse stato stabilito alcun risarcimento e che all’ ex presidente di Fondiaria siano state concesse le attenuanti per un reato molto grave a carico di 12mila piccoli azionisti, per oltre 250 milioni, come stimato dalla Procura di Torino». Di questo le associazioni hanno chiesto conto agli inquirenti che però hanno ribadito il ruolo chiave giocato dalla Ligresti a sostegno dell’ impianto accusatorio ricostruito durante le indagini. Un “impegno” evidentemente considerato non sufficiente dal giudice che nell’ ordinanza ha parlato di dichiarazioni generiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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