12 Maggio 2019

Fondo ex popolari, i tempi s’ allungano Risarcite anche le azioni «baciate»

VENEZIA Ex popolari, i tempi degli indennizzi si allungano. È l’ elemento che balza all’ occhio della bozza del decreto attuativo del Fondo risparmiatori circolata ieri. Se il sito Consap con cui si gestiranno on-line le domande di rimborso sarà operativo tra 20 giorni, in realtà l’ invio partirà successivamente, «entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto». Inoltre il termine dei sei mesi per presentare le domande, alla fine dei quali inizieranno i rimborsi, non scattano dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, ma «sarà stabilito con apposito decreto». E ancora il decreto attuativo dovrà essere «sottoposto ai competenti organi di controllo»: altro tempo che va. «Con le domande non si potrà partire prima di luglio e i rimborsi non prima dell’ anno prossimo», prevede Franco Conte, leader regionale del Codacons . «Sui rimborsi la posizione del Pd è che l’ indennizzo al 30% non deve precludere il diritto di ricorrere all’ arbitrato per misselling e consentire il ristoro integrale», ha detto ieri intanto Carlo Calenda a Mestre. «Inserito il criterio della detenzione che mette in sicurezza i vecchi azionisti. E comunque c’ è una accelerazione positiva», sostiene Patrizio Miatello di Ezzelino. Altri elementi: il tetto di patrimonio per il rimborso semplificato resta a centomila euro. Il decreto prevede che sia il risparmiatore a produrre i documenti che provano la «violazione massiva o individuale». Ma stabilisce anche che sia la commissione tecnica di 9 membri istituita dal ministero ad acquisire d’ ufficio documenti soprattutto per creare tipi di violazioni che potranno semplificare riconoscimento del pregiudizio e rimborso. Il decreto già stabilisce alcuni tipi di violazione. Oltre alle violazioni Mifid, previsto il risarcimento del 30% con tetto a centomila euro delle azioni «baciate». Il decreto prevede anche che a dar titolo al rimborso siano la «produzione e pubblicazione di dati fuorvianti sulla situazione della banca». «Un meccanismo aperto che servirà molto. Alla fine è andata meglio del previsto», dice Andrea Arman del Coordinamento don Torta. L’ altro elemento accolto è il criterio della concentrazione del patrimonio mobiliare del 50% o più in strumenti finanziari della banca o oltre il 30% nel caso di gestione portafoglio. «Servirà molto ai vecchi soci e mostra che si è andati oltre il misselling », dice il leader di «Noi che credevamo nella Bpvi», Luigi Ugone.

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