7 Febbraio 2002

Fondiaria, il braccio di ferro continua

Assicurazioni. La controllata del gruppo Ligresti: «Le offerte degli acquirenti sono autonome e perfettamente rispondenti alle richieste»


Fondiaria, il braccio di ferro continua
Muro contro muro tra i consigli di amministrazione di Sai e Montedison

Milano. Tra Sai e Montedison è ancora muro contro muro. Il consiglio di amministrazione della società assicurativa, durato circa un?ora a conferma dell?unanimità di vedute, ha ribattuto con fermezza allo stop imposto da Montedison la sera precedente: ha giudicato «autonome» le offerte per la quota Fondiaria detenuta da Montedison, avanzate da Jp Morgan, Interbanca e Francesco Micheli, e le ha ritenute «perfettamente rispondenti alle richieste». La disputa verte sulla lettera del 3 gennaio scorso: in essa Montedison specificava di poter recedere dall?accordo con il quale cedeva a Toro la propria partecipazione in Fondiaria «nel caso in cui, entro 30 giorni (ossia entro il 3 febbraio n.d.r.)» Sai avesse procurato «un compratore al prezzo di 9,5 euro per azione previsto dal contratto tra Montedison e Sai del primo luglio 2001».
I compratori sono però tre. Gli stuoli di legali scesi in campo a fianco di ciascuno dei due schieramenti si fronteggeranno anche su questo aspetto. Ma, dal momento che sul piatto c?è anche la sostanziosa caparra da poco più di 258 milioni di euro, pari a 500 miliardi di lire tondi tondi, della quale Sai ha chiesto la restituzione e che, per il momento, è ancora nelle casse di Montedison, il cda Sai «si è riservato di dare impulso a ulteriori iniziative a tutela dei diritti della società e di tutti i suoi soci».
Pronosticare il modo in cui finirà la vicenda è arduo: molti sono gli intrecci che rendono l?attuale situazione un vero garbuglio. Dopo i chiarimenti già richiesti, la Consob può poco: se Sai e alleati restassero sotto il 30%, non ci sarebbe alcun obbligo di lanciare un?opa.
E Sai ha per ora disinnescato questa mina. Mentre l?Isvap, l?istituto che vigila sul settore assicurativo, ha per ora detto di non dover intervenire: poichè nessuno degli acquirenti ha acquisito una quota superiore al 10%, non c?è obbligo di comunicazione all?Isvap.
Però è emersa la natura degli accordi tra Sai e i tre acquirenti, che conferiscono a Sai il diritto di comprare tutte le loro quote di Fondiaria.
Anche ieri quattro associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno invitato l?Isvap a «non farsi intimidire».
Dal canto loro, il presidente della Fiat Paolo Fresco e l?amministratore delegato Paolo Cantarella hanno glissato sull?argomento, preferendo parlare solo della nuova Ferrari. La linea di Fiat sembra chiara: nella sua strategia di divenire una sorta di General Electric europea, se potrà esservi un accordo sulla vicenda Fondiaria, sarà valutato positivamente. In caso contrario, a Montedison, e dunque in parte a Fiat che di fatto la controlla tramite Italenergia, resterebbe una ricchissima plusvalenza. Tanto, il boccone prelibato resta in ogni caso Generali.
Il presidente della Rcs, Cesare Romiti, si augura intanto che la vicenda Fondiaria «non finisca in Tribunale» e che ci possa essere una soluzione negoziale. «Finora quella degli avvocati – ha detto – credo sia la categoria professionale che ha maggior beneficiato di quanto successo». Romiti ha infine sottolineato: «Non mi sembrava poi che la risposta di Montedison fosse drasticamente negativa, perchè lasciava aperta la porta».

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