6 Settembre 2011

“Fondi tagliati, sicurezza delle scuole a rischio”

«Fondi tagliati, sicurezza delle scuole a rischio»
 

 DA ROMA A ncora qualche scampolo di vacanza e poi si torna in classe. Ma il nuovo anno scolastico rischia di partire con il piede sbagliato. Se rituali sono le polemiche sul caro-scuola, non lo è affatto l’ allarme lanciato dall’ Unione delle province italiane (Upi) secondo cui i contenuti della manovra potrebbero addirittura compromettere il regolare avvio delle lezioni. Nella gran parte delle regioni e degli istituti si tornerà fra i banchi lunedì prossimo (ma in alcune scuole come, ad esempio, il Tasso di Roma la prima campanella dell’ anno è già suonata ieri) e le associazioni dei consumatori sono all’ erta. Soltanto per il corredo scolastico – zaino, diario, quaderni, penne ecc… – la spesa media per le famiglie è di circa 105 euro – sottolinea l’ associazione Codici aggiungendo che in questi giorni i centri commerciali propongono diverse offerte e per questo sono presi d’ assalto. Carrelli strapieni soprattutto per chi seguirà le scuole elementari e medie, che richiedono più materiale. Per non parlare dei libri: soltanto per i dizionari la spesa minima si aggira intorno ai 65 euro, se si riesce a trovarli in promozione. E proprio in considerazione del carolibri, il Codacons lancia una provocatoria proposta: rimozione dei dirigenti scolastici delle scuole che sforano il tetto ministeriale o, in subordine, dimezzamento del loro stipendio. Pur apprezzando il fatto che il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini sia intervenuta promettendo sanzioni attraverso una riduzione del trasferimento dei fondi alle scuole che non rispettano il tetto di spesa, l’ associazione dei consumatori ritiene «inaccettabile» che a rimetterci siano gli studenti, visto che la riduzione dei fondi finirebbe per ripercuotersi inevitabilmente su di loro. «Occorre, invece – suggerisce – che a pagare non siano le famiglie e gli scolari, ma i veri responsabili di questa situazione, ossia i dirigenti incapaci che, a differenza del 70% dei loro colleghi». Ma un’ altra nube si addensa sull’ avvio del nuovo anno scolastico. «Chediamo al Governo – ha detto il vicepresidente dell’ Upi, Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, nel suo intervento alla manifestazione unitaria di Regioni, Province e Comuni contro la manovra economica in corso a Roma – di liberare le nostre risorse, bloccate dal patto di stabilità, per fare ripartire gli investimenti. Se non si interviene, ci troveremo costretti a non garantire la riapertura delle scuole per il nuovo anno scolastico, perchè – avverte Saitta – non possiamo fare manutenzione».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox