26 Ottobre 2013

Fondi negati, il centrodestra pensa alla class action

Fondi negati, il centrodestra pensa alla class action

LA POLEMICA «Non importa che il gatto sia bianco o sia nero, l’ importante è che riesca a prendere il topo». L’ assessore regionale Gianfranco Giuliante scomoda perfino Mao Tse Tung per dimostrare che la battaglia sui fondi negati deve essere davvero bipartisan criticando le azioni emotive del sindaco che non hanno finora consentito una programmazione sulla ricostruzione. Il centrodestra sforna un vero e proprio piano che passa non solo per il reindirizzo di accise storiche, ma anche attraverso un piano speciale territoriale, una class action, la crociata in Europa sul patto di stabilità e un prestito dei fondi emiliani. O meglio agli emiliani si chiede solo un po’ di cassa dei 6 miliardi in gran parte inutilizzati; somme che saranno restituite in seguito grazie alla destinazione delle accise. «Insomma la Regione c’ è», esordisce Giorgio de Matteis, «indipendentemente dalla voglia di isolazionismo di Massimo Cialente e Stefania Pezzopane». De Matteis si sforza per non polemizzare, poi annuncia un incontro con il presidente Letta. Chissà se è lo stesso vertice annunciato dalla Pezzopane. L’ assessore Gianfranco Giuliante opta invece per un intervento tecnico ricordando che tutto sommato si sono persi tre anni visto che sia la questione accise che la necessità di una pianificazione sovraordinata era stata rilevata già ben tre anni fa. Giuliante dettaglia anche la proposta di una class action targata Codacons Abruzzo in relazione all’ applicazione, ritenuta illegittima, dell’ Iva non solo sul carburante ma anche sulle accise. «Questo segmento – ha spiegato – può consentire di liberare entrate in più per la ricostruzione di Abruzzo ed Emilia». Per De Matteis il piano targato centrodestra potrebbe essere inserito nel testo della legge di Stabilità direttamente dal governo evitando così la mannaia della fiducia. Dal consigliere regionale Luca Ricciuti è giunta di nuovo la proposta di combattere in Europa per superare il 3% del patto di stabilità che consentirebbe all’ Italia di accendere mutui con la cassa depositi e prestiti. Non poteva mancare una chiosa contro gli under 40. «Quando non sapremo più cosa dire – ha commentato Giuliante – lo faremo dire agli under 40». In conferenza c’ erano solo Imprudente, Piccinini e Ferella con la vecchia guardia del centrodestra, mentre il presidente Chiodi era a Roma forse a incontrare il suo omologo dell’ Emilia, Vasco Errani. Antonella Calcagni © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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