13 Febbraio 2005

«Fondi europei contro l?emergenza smog»

«Fondi europei contro l?emergenza smog»

La Regione: subito investimenti straordinari. Oggi blocco a Cremona, Mantova e Pavia. Da martedì targhe alterne

MILANO – Anche Milano a quota 35. Trentacinque giorni dall?inizio dell?anno con lo smog al di sopra dei limiti. Per l?Europa siamo ufficialmente fuori legge. In regione altre città hanno già oltrepassato la soglia nei giorni scorsi: prima Sondrio, poi Lodi, ultima Pavia. Vicinissime Cremona, Brescia, Bergamo. Come intervenire? Secondo i meteorologi, il foehn dovrebbe soffiare da oggi e pulire l?aria. A Milano niente domenica senz?auto, quindi. Confermato, invece, il blocco a Cremona (8-19), Mantova (8.30-12.30, poi via libera solo alle targhe dispari) e Pavia (9-19). Intanto i quattro giorni di targhe alterne decisi a partire da martedì prossimo per Milano e le aree omogenee (Como, Sempione, Bergamo, Brescia) sembrano fatti apposta per essere revocati alla prima folata. Lo stop alle auto è confermato da domani a Cremona (se non pioverà), targhe alterne a Sondrio (8-18 a oltranza), da martedì a venerdì a Lodi (8.30-18), poi già da oggi a Mantova (da domani 9-17.30 a oltranza).

QUOTA 140 – Ieri l?Arpa ha diffuso i dati relativi allo smog di venerdì. Nell?aria di Milano c?erano 141 microgrammi per metrocubo di Pm10. Superato anche il limite del biossido di azoto: 210 microgrammi per metro cubo. Mentre a Cremona, Mantova, Pavia, oggi le auto restano in garage, a Milano il blocco è programmato per domenica prossima. Non sarà come prendere l?aspirina quando il raffreddore è già passato? «C?erano motivi ostativi e difficoltà oggettive», spiega Nicoli Cristiani. Quali? «Probabilmente, visto il vento in arrivo, il blocco non sarà necessario». Poi, aggiunge l?assessore, va fatto anche un altro ragionamento: «Il blocco del traffico riversa tre tonnellate di polveri sottili in meno nell?aria. Che ciò avvenga oggi o tra una settimana non fa differenza». Non la pensano così Annibale Biggeri, Pierantonio Bellini e Benedetto Terracini, curatori di uno studio sull?effetto dell?inquinamento sulla salute. Secondo l?analisi, l?aumento del rischio è legato ai picchi di smog.

EUROPA, PENSACI TU – Lo smog avvelena la città? «Non ci resta che bussare a Bruxelles», dice Franco Nicoli Cristiani, assessore regionale all?Ambiente. «Non per rivedere i nuovi limiti stabiliti dall?Unione – precisa l?assessore -. Ma per ottenere finanziamenti speciali destinati ad attuare politiche strutturali di riduzione dell?inquinamento». Finora la regione ha investito 35 milioni di euro l?anno per politiche che cercano di ridurre gli inquinanti nell?aria. Troppo pochi. Perciò, secondo Cristiani, non resta che battere cassa da mamma Europa.

MISSIONE ROMA – Se la Regione va a Bruxelles, il Comune prende la strada per Roma. «Settimana prossima chiederò al ministro dell?Ambiente, Altero Matteoli, di fornirci finanziamenti per supportare i milanesi che trasformano i loro veicoli non catalizzati in auto a metano o gpl», annuncia l?assessore all?Ambiente, Domenico Zampaglione. Secondo palazzo Marino, la rinuncia all?auto non catalizzata non dovrebbe essere una facoltà ma un obbligo. «Si è già cercato di convincere i cittadini con le buone – dice l?assessore -. Abbiamo stanziato circa due miliardi per agevolare chi voleva rinnovare il parco auto. Ma pochissimi ne hanno approfittato». «Finalmente il Comune prende una posizione sensata – commenta Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Regione -. Peccato che il ministro dell?Ambiente abbia già detto che i soldi non ci sono».

IN PROCURA – I due esposti arrivati in Procura per denunciare omissioni del sindaco Albertini e del presidente della regione Formigoni in materia di politica antismog difficilmente avranno seguito giudiziario. Del resto, già un anno fa il pool competente per i reati ambientali ha archiviato un esposto simile a quello depositato dal Codacons.
Secondo uno dei pm esperti in tema di reati ambientali, Giulio Benedetti, «quindici anni di esperienza fanno ritenere che non siano le automobili a inquinare maggiormente quanto le caldaie che, a Milano, non sono sottoposte ad adeguata manutenzione e sono fuori norma nella quasi totalità dei casi. E con loro le canne fumarie. Bisogna tornare allo spazzacamino, che oggi lavora con sofisticate video-sonde e computer». Osservazione che non trova d?accordo gli esperti dell?Arpa. Secondo cui, in inverno, il 55% degli inquinanti è dovuto alle automobili, il 35% agli impianti di riscaldamento.

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