7 Novembre 2020

Fonderie, tutti assolti Niente inquinamento

ai pisano solo un’ ammenda per la cattiva gestione dei rifiuti
Le Fonderie Pisano smaltirono in modo irregolare solo rifiuti non pericolosi: fanghi ed altri scarti depositati temporaneamente senza indicare i codici Cer (Catalogo europeo rifiuti). È questa la sintesi della sentenza letta ieri dal gup Maria Zambrano del Tribunale di Salerno al termine del giudizio abbreviato che ha condannato i Pisano – Guido , Renato , Ciro ed Ugo – alla pagamento di un’ ammenda di 11mila euro per un solo capo di imputazione dei nove contestati, tra l’ altro derubricato ad un’ ipotesi più lieve rispetto all’ originaria contestazione. Lo stesso gup ha mandato assolti il funzionario regionali Antonio Setaro di Teggiano e l’ ingegnere milanese Luca Fossati (difesi rispettivamente dagli avvocati Erminio Cioffi Squitieri , Matteo Pagani e Vera Cantoni , perché il fatto non costituisce reato, dalle accuse di abuso d’ ufficio e falsità ideologica in atti pubblici in merito al rilascio dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alle Fonderie nel 2012. Esclusa dalla responsabilità amministrativa la persona giuridica delle Fonderie Pisano, sempre perché il fatto non sussiste. L’ anno scorso a settembre, i pm Silvio Marco Guarriello e Maria Carmela Polito della Procura di Salerno, al termine della requisitoria, avevano chiesto la condanna degli imputati ad un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) per tutti i capi di imputazione, compresa quello di emissioni nocive in atmosfera che aveva scatenato la accesa reazione dei residenti di Fratte, dove ha sede lo storico impianto siderurgico. Il giudice Zambrano ha riconosciuto solo il risarcimento di tremila euro per danno di immagine a sette delle oltre cento parti civili costituite: Ministero dell’ Ambiente, Salute e Vita, Legambiente Campania, Impatto Econosostenibile Zero, Wwf, Codacons e Medicina democratica. Escluse le altre domande proposte da persone fisiche e dai Comuni di Salerno, Baronissi e Pellezzano. «La sentenza è una risposta, sia pure circoscritta al primo grado, a quanti hanno rappresentato le Fonderie come luogo produttore di effetti nefasti per il territorio e per le persone che lo abitano- scrivono in una nota i Pisano – . L’ intonazione di ricostruzioni evocanti effetti tragici ancora una volta si infrange su pronunce dei Tribunali e, ciò nonostante, continua a sfogarsi sugli organi di informazione, laddove, evidentemente, è più facile sfuggire al confronto con la cruda verità dei fatti e delle prove». I difensori dei Pisano – gli avvocati Giulia Buongiorno , Guglielmo Scarlato , Lorenzo Lentini , Enrico Follieri ed Alfonso Furgiuele – avevano scelto il percorso giudiziario del rito abbreviato per avere prima un verdetto del Tribunale. E dimostrare l’ estraneità ai fatti contestati dei loro assistiti. «È un primo risultato di un procedimento in cui anche il Ministero dell’ Ambiente si è costituito parte civile. La nostra azione di denuncia, al fianco dei comitati e dei cittadini, continuerà sempre nella difesa del diritto alla salute. Speriamo in un Appello. Abbiamo l’ obbligo morale di consegnare alla “next generation” un futuro sostenibile », dice il consigliere regionale dei Cinquestelle, Michele Cammarano . Lo stesso esponente pentastellato afferma di condividere la posizione del Comitato Salute e Vita che si definisce «non pienamente soddisfatto perché, per alcuni reati, sono stati assolti». Anche il Codacons Campania, che è tra le parti civili che hanno avuto riconosciuto un risarcimento, ha commentato la sentenza. «Questa è certamente la prima condanna in materia ambientale a carico dei Pisano – scrive il vice segretario nazionale Matteo Marchetti – Si tratta di una sentenza di primo grado, quindi appellabile e siamo in attesa di leggere le motivazioni che arriveranno tra tre mesi. Ci auguriamo che questa sentenza sia da monito a tutte le imprese che inquinano e riteniamo che sia un primo importante passo di una rinnovata coscienza ambientale in città e speriamo in tutta la Campania ». Sul fronte della Procura di Salerno, invece, si attende il deposito delle motivazioni per impugnare la sentenza in Appello. Intanto, vale per ora la decisione del gup in primo grado che ha cancellato quasi tutte le accuse nei confronti della famiglia Pisano. Massimiliano Lanzotto ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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