Fonderie Pisano, ministero parte civile la richiesta al processo per inquinamento
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fonte:
- Il Mattino
L’ AMBIENTE Il ministero dell’ Ambiente chiede di costituirsi parte civile nel procedimento penale scaturito da una delle inchieste sulle Fonderie Pisano, quella sull’ inquinamento ambientale. Per il presidente del Comitato Salute e vita, Lorenzo Forte, si tratta di «una vittoria storica del Comitato che si è fatto megafono, in questi anni di dura battaglia per ristabilire la legalità nella Valle dell’ Irno, delle sacrosante istanze di tanti cittadini, portando la vicenda Fonderie in tutte le sedi, fino al ministero dell’ Ambiente». Assieme al ministero, chiede la costituzione di parte civile anche il Comitato e il Comune di Pellezzano, assenti quelli di Salerno e Baronissi e assente anche la Regione Campania. Si è aperta così, con una lunga discussione sulle costituzioni di parte civile, l’ udienza preliminare che vede imputati Antonio Setaro dirigente del settore provinciale Salerno ecologia, tutela dell’ ambiente, disinquinamento, protezione civile della Regione e il collega Luca Fossati – accusati di concorso formale in abuso d’ ufficio, falsità ideologica e materiale con l’ aggravante di aver compiuto i reati nella loro funzione di pubblici ufficiali – quindi i membri della famiglia Pisano, ovvero: Guido, Roberto, Ciro ed Ugo. E la Spa Fonderie Pisano. LO SCENARIO La Procura, ricordiamo, aveva individuato quali parti offese il ministero dell’ Ambiente, la Regione Campania, la Provincia di Salerno, il Comune di Salerno, il Comitato Salute e Vita, il Presidio permanente e il Codacons. L’ udienza è stata aggiornata al prossimo 21 dicembre quando il gup Maria Zambrano scioglierà la riserva sulle costituzioni. «Il Comune di Salerno – si legge in una nota del Comitato – procrastina un atteggiamento omertoso in merito a questa annosa vicenda, di fatto non tutelando la salute dei cittadini, omissione grave che ci spinge ancora a sottolineare che il Sindaco Napoli non è il nostro sindaco». Secondo la Procura, che ha chiesto per tutti il rinvio a giudizio, Setaro e Fossati sono accusati, in concorso con Luigi Pisano deceduto, di aver «intenzionalmente Procurato ai titolari delle Fonderie Pisano un ingiusto vantaggio patrimoniale consistente nel rilascio del decreto Aia» ritenuto dalla Procura «illegittimo perché fondato su documenti contenenti false attestazioni». Di qui i reati contestati: in «assenza della prescritta autorizzazione integrata ambientale, attesa l’ illegittimità ed inefficacia di quella ottenuta, si superavano i valori limite di emissione e si effettuavano illecitamente scarichi». Quindi si «gestivano e smaltivano illecitamente rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, non risultando tracciabili gli smaltimenti» e inoltre «smaltivano illecitamente rifiuti utilizzandoli quale materiale di riempimento ai fini della realizzazione di un basamento di calcestruzzo armato di dimensioni di circa 80 metri quadrati». pe.car. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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