4 Novembre 2015

FONDERIE PISANO: IL CODACONS CONTRO L’ILVA DI SALERNO

FONDERIE
PISANO: IL CODACONS CONTRO L’ILVA DI SALERNO

L’Associazione
ha predisposto una nomina di persona offesa per i cittadini residenti
nella zona dell’impianto, ma anche in altri quartieri del capoluogo e nei Comuni limitrofi della Valle dell’Irno; inoltre, li affianca nella battaglia legale per
ottenere un risarcimento di 2 mila euro per i danni morali e
materiali subiti

I FATTI. In
pochi lo sanno, ma quasi tutti i tombini d’Italia vengono da Salerno.
A produrli, nel quartiere di Fratte, ci pensano le Fonderie Pisano:
uno stabilimento nato 150 anni fa – quando Salerno era ancora “
la
Manchester delle Due Sicilie”


da una costola delle fabbriche borboniche di Pietrarsa.

Nonostante
l’espansione della città abbia progressivamente raggiunto gli
impianti, e nonostante lo spostamento delle altre industrie, dal 1961
in poi le Fonderie Pisano sono rimaste al loro posto, lungo le sponde
del
fiume
Irno
.
Qui hanno continuato a produrre manufatti in ghisa, a produrre
emissioni e – denunciano da sempre i cittadini – a produrre
inquinamento. Chi ci abita, vicino alle Fonderie, racconta di un
pulviscolo nero che si deposita ogni giorno su tutta la zona, di una
polvere ferrosa che ricopre i balconi delle abitazioni e impedisce
perfino di aprire le finestre, di odori nauseabondi, miasmi
intollerabile e tante, troppe morti sospette.

Il
devastante impatto ambientale di questo impianto industriale
obsoleto, “assolutamente incompatibile con il contesto urbano nel
quale è inserito”, è ormai evidente. Lo ha confermato anche
l’Arpa, rilevando valori di cadmio, piombo, rame, stagno, zinco,
idrocarburi pesanti, benzoantracene, benzopirene e indeno di gran
lunga superiori ai limiti di legge. Eppure, i vari procedimenti
avviati nel corso degli anni non hanno risolto la situazione.

IL
SEQUESTRO.

Nel mese di giugno 2016, i carabinieri del Noe di Salerno hanno
sequestrato su disposizione della Procura le Fonderie Pisano. I reati
contestati ai titolari dello stabilimento di via Pisano, sono:
scarico di acque reflue inquinanti, gestione illecita di rifiuti
speciali anche pericolosi, emissioni nocive in atmosfera,
danneggiamento di beni pubblici, gettito di cose idonee a molestare
le persone, violazione della normativa antincendio e della sicurezza
dei luoghi di lavoro, abuso d’ufficio, falsità materiale ed
ideologica in atti pubblici.

L’INIZIATIVA CODACONS. Il
Codacons, anche in virtù della sua natura di Associazione di
protezione ambientale, si è attivato a tutela della salute
collettiva. Per risolvere, una volta per tutte, la questione delle
Fonderie Pisano, l’Associazione ha predisposto una nomina di persona
offesa per i cittadini residenti nella zona dell’impianto, e ha
deciso di affiancarli nella battaglia legale. Se dalle indagini
preliminari, attualmente in corso, dovesse originarsi un procedimento
penale, l’Associazione chiederebbe in favore dei cittadini un
risarcimento di 2 mila euro per i danni morali e materiali subiti.
 

I
residenti interessati
clicchino
qui
,
potranno iscriversi all’Associazione e ricevere la nomina di
persona offesa inviando un sms con il testo 203 CODACONS SALERNO al
numero 4892892 al costo onnicomprensivo di 2,03 euro (parte del
ricavato sarà devoluto all’Associazione Mary Poppins –
http://www.assomarypoppins.it/

impegnata ormai da anni nel volontariato presso il reparto oncologico
pediatrico del Policlinico Umberto I di Roma).

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