18 Settembre 2013

Fonderie, Legambiente riporta Pisano in tribunale

Fonderie, Legambiente riporta Pisano in tribunale

 

di Fiorella Loffredo Le vicende giudiziarie che vedono al banco degli imputati il titolare delle fonderie di via Dei Greci, Luigi Pisano, non sono affatto concluse. Dopo l’ ennesima denuncia presentata dall’ associazione Sos utenti consumatori che in una lettera inviata dal presidente Lorenzo Forte a Comune, Provincia e Regione chiedeva un’ indagine approfondita sul potenziale nocivo dei fumi provenienti dall’ acciaieria di Fratte, ecco che Legambiente Salerno, attraverso il presidente del circolo “Orizzonti”, Gianluca De Martino, e l’ avvocato Enrico Giovine, ricordano che il prossimo 5 novembre si terrà l’ udienza di appello del processo che nel 2009 vide lo stesso Pisano accusato di inquinamento atmosferico, reato per cui l’ imprenditore fu destinatario di una sanzione amministrativa. «In quel caso, però – afferma De Martino – i nostri legali proposero appello contro la decisione del giudice ritenendo ingiusta la concessione dell’ oblazione per fatti dannosi e pericolosi per la cittadinanza non eliminati dal contravventore». Ma non è tutto: prima del 5 novembre il titolare delle fonderie dovrà sostenere un’ altra causa, che verrà discussa il 29 ottobre dinanzi al Tribunale di salerno, per scarico incontrollato di acque industriali nel fiume Irno e per deposito incontrollato di rifiuti speciali. Insomma, gli ambientalisti salernitani non intendono darsi per vinti e sono sempre più compatti nel portare avanti la battaglia contro l’ impianto e contro chi continua a lasciarlo in funzione. D’ altronde non sono i soli a lottare affinchè il diritto alla salute dei cittadini residenti in una vasta area della città, e di quella di molti abitanti della Valle dell’ Irno, venga salvaguardata. Perchè, come confermano le segnalazioni che non hanno mai smesso di arrivare agli organi preposti, dai cubilotti delle fonderie Pisano continua a uscire fumo tossico, specialmente nelle prime ore del giorno, quando gli appartamenti della zona, finanche quelli del rione Carmine, vengono inondati da un’ odore di bruciato e sui balconi si coprono di un’ inquietante patina nera di polvere. Lo scorso 14 aprile anche il Codacons Campania, attraverso il vicesegretario nazionale, il salernitano Matto Marchetti, era intervenuto sul caso presentando un esposto alla Procura della Repubblica contro le fonderie Pisano, la denuncia riguardava il disastro ambientale messo in atto dall’ impianto. «La situazione che Salerno ed i suoi cittadini si trovano a vivere con le fonderie Pisano – scrisse allora Marchetti nell’ esposto – è insopportabile e travalica ogni limite di normale tolleranza. Le dette fonderie immettono nella’ ria delle sostanze tossiche dagli odori acri e sgradevoli. Le attività si dipanano in diversi giorni della settimana, anche se i maggiori disturbi possono essere avvertiti tra le 6 e le 10 del mattino». L’ associazione non ha mai ricevuto risposta per quanto denunciato. Ora la domanda – che sorge spontanea tra coloro che da anni si oppongono allo stabilimento, rilevando i rischi che esso implica per la salute di chi quotidianamente respira i suoi fumi – è: «Dove sono le istituzioni?». E ancora: «L’ Arpac, l’ organismo che dovrebbe controllare le emissioni della fonderia, effettua i dovuti controlli? Quali sono i loro esiti? Perchè nessuno fa niente per evitare che la gente si ammali?».Domande che dopo decenni continuano a rimanere senza risposte. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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