24 Agosto 2013

Fondazione Mps, Siena divisa Esposto Consob su Alexandria La banca: estranei i nuovi vertici

Fondazione Mps, Siena divisa Esposto Consob su Alexandria La banca: estranei i nuovi vertici

MILANO – A Siena l’ intenzione è di chiudere la partita sul nuovo presidente della Fondazione Mps già alla riunione di martedì 27 della deputazione generale. Ma a quasi tre settimane dall’ insediamento (avvenuto il 5 agosto) del consiglio «alto» dell’ ente di Palazzo Sansedoni che attualmente ha il 33% di Mps, il nodo sulla candidatura dell’ ex garante della privacy, Francesco Pizzetti, non è ancora sciolto. La proposta del sindaco di Siena, Bruno Valentini (Pd), fatica a trovare spazi di condivisione tra i soggetti nominanti (in particolare Provincia, Regione). Il Comune ha designato 4 dei 14 membri dell’ organo chiamato a nominare la deputazione amministratrice ma serve il quorum di 11 voti. Dunque un accordo va trovato. Ma non è facile. La partita su Pizzetti si incrocia con la scelta degli altri quattro deputati e con quella del collegio sindacale. Per questo nel weekend si intensificheranno i contatti tra i vari esponenti – a cominciare con l’ area Pd che fa capo all’ ex sindaco, Franco Ceccuzzi, e Simone Bezzini – per trovare una convergenza sui nomi. Lunedì 26 dovrebbe anche tenersi una riunione informale di alcuni deputati generali in vista della seduta dell’ indomani. Il fronte Valentini spinge per Pizzetti – che ha già preso la residenza a Siena, come da statuto – come necessità di rinnovamento, sottolineando che serve per la città una personalità autorevole che tenga testa al management della banca, cioè ad Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, e che non sia legato alla classe politica che ha avallato le strategie di non far diluire la Fondazione negli anni post-Antonveneta. Al di là del nodo politico locale, una soluzione va trovata in tempo perché l’ ente deve procedere ai piani annuali e triennali, tra settembre e ottobre, in modo da poter avviare le vendite di azioni Mps per ridurre l’ indebitamento, oggi pari a 350 milioni. Ieri è scoppiata l’ ennesima polemica tra Codacons e i vertici di Mps. L’ associazione dei consumatori ha diffuso un esposto della Consob del 19 febbraio scorso alla procura di Siena in cui si evidenziavano eventuali profili di reato nei confronti anche dell’ attuale dirigenza di Mps. Secondo Consob le risposte della banca del 6 luglio e del 1 ottobre 2012 «a fronte di specifiche richieste di informazioni» sulle operazione in derivati Alexandria avrebbero «ostacolato l’ esercizio dell’ attività di vigilanza», in quanto «la reale natura dell’ operazione è stata celata». Profumo e Viola hanno sempre sostenuto di aver compreso la natura dell’ operazione – una ristrutturazione per coprire 290 milioni di perdite nel 2009 – solo dopo il ritrovamento del «mandate agreement», il 15 ottobre 2012. Secondo fonti giudiziarie in procura l’ esposto non è stato ritenuto penalmente rilevante ed è stato subito accantonato. Ieri Mps ha reagito con durezza attaccando la «continua e ingiustificata attività di diffamazione effettuata» dal Codacons e ha annunciato iniziative legali. Fabrizio Massaro [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.
fabrizio massaro
 

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