27 Novembre 2009

Follie da happy hour Acqua a sette euro

 Sette euro per una bottiglia da mezzo litro di acqua naturale. Se li è sentiti chiedere la famiglia Santucci (marito, moglie e figlio di 9 anni) che lunedì scorso, poco dopo le 19, era entrata in un bar di via Spontini a Milano, zona corso Buenos Aires.  "Casi di ordinaria follia", ha denunciato Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons: l’ente a cui si è rivolto il capofamiglia Claudio Santucci. L’uomo ha raccontato che subito dopo essersi seduti al tavolo una cameriera è arrivata e ha chiesto a lui e alla moglie cosa volessero da bere. La ragazza ha fatto la stessa domanda al piccolo che, avendo appena fatto merenda, non aveva voglia di niente. "Mi spiace ma qualcosa deve per prendere per forza", ha risposto la cameriera. Dopo le proteste, il figlio avrebbe chiesto dell’acqua. Ma a sorprendere i Santucci è stato il conto: 21 euro, ovvero sette euro a testa. Colpa dell’happy hour, l’orario dell’aperitivo che impone di pagare 7 euro qualunque tipo di consumazione: dal succo di frutta alla birra fino al classico cocktail. "I bambini pagano la metà negli alberghi e nei viaggi – ha detto Luigi Santucci – possibile che solo durante gli happy hour vengano considerati adulti normali?". I precedenti L’episodio che ha visto come vittima la famiglia Santucci, seppur in proporzioni molto minori, ricorda quello dei tre giapponesi che l’estate scorsa, in un locale notturno milanese, si sono visti portare un conto record da 7mila euro dopo aver esagerato con le bottiglie di champagne. Lo scorso luglio aveva fatto notizia anche un cena per due al ristorante Bolognese di Milano alla modica cifra di 900 euro. Colpa di 6 scampi, 6 gamberoni, un piatto di ostriche e fasolari, due bourguignonne, una fonduta di frutta e un bicchiere di rum.
 

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