14 Dicembre 2020

Folla nelle vie dello shopping Porta Portese presa d’assalto

La domenica di sole, con temperature massime di 14 gradi, ha risvegliato il desiderio di uscire di casa (in realtà mai sopito) dei romani. Complice l’allentamento di alcune restrizioni, motivo di scontro all’interno della giunta regionale tra il vice presidente, Daniele Leodori, più aperturista, l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato fautore di un approccio rigoroso. Da ieri è ripartita l’attività di vendita delle grandi strutture al dettaglio (sopra i 2.500 metri quadrati nelle città con più di 10mila abitanti), esclusi i centri commerciali come da decreto del governo, dei mercati all’aperto nei giorni festivi: la Regione ha deciso di non prorogare oltre l’ dicembre l’ordinanza che prevedeva una serie di limitazioni. Folla in Centro con chiusure «a soffietto» delle strade più gremite per agevolare il deflusso delle persone. Due ore di stop alle fermate della metro «Spagna» e «Flaminio» per disincentivare gli spostamenti di massa verso le principali arterie dello shopping. Off limits l’area intorno alla Fontana di Trevi, interdetta temporaneamente a causa del sovraffollamento. corsa agli acquisti, alla ricerca di pezzi d’antiquariato e capi vintage, ha visto Porta Portese riempirsi raggiungendo il picco nella tarda mattinata. Presi d’assalto i banchi «self service», la cui attrattiva consiste nel rovistare tra montagne di abiti usati sperando di accaparrarsi l’affare nonostante il monito a mantenere la distanza di un metro. I controlli raddoppiati, che hanno visto coinvolti oltre 50 vigili, non sempre sono riusciti a evitare che in alcuni punti si creassero assembramenti. Non sono bastati neppure i percorsi differenziati di ingresso e uscita il contingentamento per scaglionare le presenze: casi circoscritti e di breve durata, ma che hanno fatto innalzare il livello di attenzione. Dalla polizia locale chiariscono che il sovraffollamento si è limitato soltanto ad alcuni tratti, concentrandosi nella seconda parte della mattinata. Per arginare la situazione gli agenti hanno esteso il presidio anche all’interno del mercato, dove era giò attivo il servizio di vigilanza privato. Nonostante lo sciame di gente che continuava ad arrivare, non si è mai superata la capienza massima di 3.500 persone. però, se domenica prossima dovessero ripresentarsi situazioni al limite, verranno segnalate al I Municipio e adottati «ulteriori provvedimenti». Mentre nei megastore che ospitano colossi dell’arredamento e del bricolage (a Porta di Roma aperti soltanto ai titolari di partita Iva) non si sono registrati congestionamenti il Centro, dal Tridente a Prati, è stato preso d’assalto Lunghe code davanti alle griffe, molte le persone in attesa fuori dalla boutique di Louis Vuitton in via dei Condotti o per entrare nel Disney Store in via del Corso. Ressa anche in via Cola di Rienzo di fronte a Coin, Zara Home e Castroni. Il Codacons chiede di istituire il numero chiuso nelle vie dello shopping, il Comune dovrà rispondere di concorso in epidemia colposa e reati contro la salute pubblica». L’associazione dei consumatori si è rivolta anche al prefetto affinché attui misure per «limitare l’accesso al pubblico in base alla capienza e alle dimensioni delle vie». A rinnovare l’appello alla responsabilità l’assessore regionale alla Sanità D’Amato che ha sempre raccomandato la massima prudenza, ancor più adesso nella stagione invernale quando ai contagi da coronavirus rischiano di sommarsi quelli da influenza stagionale: «Per favore evitate assembramenti altrimenti la terza ondata sarà inevitabile. Lo shopping non deve vanificare gli sforzi fatti». Maria Egizia Fiaschetti
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