10 Settembre 2013

Folla e polemiche per il test di Medicina

Folla e polemiche per il test di Medicina

In oltre 84mila per 10.771 posti disponibili nelle facoltà di medicina di tutta Italia. Solo alla Sapienza di Roma le aspiranti matricole di medicina e chirurgia erano 7101 per 998 posti. Un fiume di studenti hanno preso parte ieri alla prova che deciderà il loro futuro e che tutti vivono come un diabolico terno al lotto. I quiz hanno toccato temi diversissimi, come ad esempio il Fondo monetario internazionale, l’ autore del don Chisciotte, le ere geologiche, la storia dell’ arte (musei), la filosofia e addirittura la vita pratica dell’ automobilista (inversione delle gomme, scelta del percorso più veloce e media oraria). Ma le domande più ostiche, è stato sottolineato da molti candidati, sono risultate essere quelle di chimica e biologia; e in molti casi- segnatamente per gli studenti provenienti da scuole a indirizzo tecnico e scientifico – quelle di logica e di cultura generale. Ingenerale, comunque, i ragazzi hanno lamentato troppo pochi posti. «Ci si diploma ha diritto a frequentare la facoltà per cui si sente portato e per cui si vuole impegnare – sintetizza Liliana Armento di Link coordinamento universitario -. E invece solo uno studente su 8 oggi (ieri ndr) riuscirà ad avere accesso a Medicina». Eppure, continua Armento, «da un nostro studio è emerso che dal 2018 ci sarà in Italia il problema della carenza dei medici. Nel 2020 ce ne saranno circa 50mila in meno. Questo perché le barriere all’ accesso sono troppo strette». Un paradosso, stando ai numeri che si sono visti ieri mattina alla Sapienza. Il test che hanno dovuto sostenere glia spiranti medici è durato 100 minuti ed era identico per tutte le università italiane: 60 quesiti con 5 opzioni di risposta su argomenti di cultura generale, ragionamento logico, biologia, chimica e fisica matematica. Una massiccia scrematura che, secondo il preside di farmacia e medicina della Sapienza Eugenio Gaudio, permette di «selezionare i ragazzi migliori». Il numero chiuso, secondo Gaudio, «è stata una conquista difficile in Italia, che ha migliorato molto la qualità degli studi, la qualità dei nostri futuri medici e la possibilità di arrivare alla laurea». Di diverso avviso l’ Associazione nazionale docenti universitari (Andu) che non esita a definire il numero chiuso «una inutile violenza». È una lotteria, spiegano i docenti dell’ Andu, soprattutto perché «il futuro di migliaia di giovani dipende da prove inaffidabili, le cui regole cambiano continuamente». I docenti dell’ Andu, nel sottolineare i dubbi di costituzionalità di questa norma, chiedono alla ministra Carrozza perché, se le ragioni del numero chiuso sono gli sbocchi professionali e la qualità dell’ insegnamento, allora non si estenda questo principio «a tutti i corsi di studio per assicurare a tutti gli studenti sbocchi e qualità degli insegnamenti». Non hanno forse tutti i corsi di studio pari dignità? Carrozza, interrogata ieri sull’ argomento in occasione del decreto sulla scuola varato dal governo che prevede tra l’ altro l’ eliminazione del bonus maturità fin da quest’ anno, ha spiegato che l’ eventuale eliminazione del numero chiuso nelle università è un «problema che non si può affrontare in un decreto, il tema dell’ accesso programmato è un problema complessivo che necessita di una riflessione». Intanto Codacons ha promosso un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro il numero chiuso, al quale possono aderire (su www.codacons.it) tutti gli studenti che ieri hanno sostenuto le prove d’ ingresso.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this