31 Luglio 2018

`Folla al ministero dello Sviluppo La FimCisl: «Un appening pre -ferie»

`assente il sindaco, c’ è emiliano con i governatori toti e fontana
«Ascoltiamo tutti», ha fatto sapere Luigi Di Maio. Ma nei palazzi della politica romani sessantadue soggetti invitati a un tavolo sindacale non si ricordavano da anni. Sicuramente dai tempi in cui i governi erano soliti convocare tutte le parti sociali per illustrare la Finanziaria, la riforma delle pensioni o gli accordi di programma sull’ inflazione. Erano i tempi della famosa concertazione. Perché ieri, ospiti del ministro Di Maio nella sede del ministero dello Sviluppo, c’ erano quasi tutti quelli che per un modo o per un altro hanno avuto a che fare con la vicenda Ilva, dagli interlocutori principali ad altri sicuramente meno decisivi. FOLLA INTORNO AL TAVOLO C’ erano, al ministero, l’ azienda interessata a rilevare la prima acciaieria in Europa (gli indiani di Arcelor Mittal), i commissari (Corrado Carruba, Pietro Gnudi ed Enrico Laghi), c’ erano i leader nazionali dei sindacati confederali e autonomi e gli enti locali che ospitano i siti industriali. C’ erano le rappresentanze datoriali, le più svariate associazioni ambientaliste e una lunga serie di comitati civici. C’ erano persino Federmanager, Assofermet (l’ associazione nazionale delle imprese del commercio, della distribuzione e della prelavorazione di prodotti siderurgici), e il Codacons. Che è arrivato finanche a diffidare al Consiglio di Stato il ministero per essere invitato. Tanto che il leader della FimCisl, Marco Bentivogli, ha commentato al suo arrivo in via Vento: «È chiaro che è un happening pre-feriale. Fate voi i vostri conti: è un incontro di due ore con sessantadue associazioni e quattro componenti per ogni associazione, significa che l’ azienda presenterà l’ addendum, il ministro commenterà e poco altro». Niente trattative, quindi. LA GALASSIA DELLE SIGLE Soprattutto ieri a Roma Di Maio ha voluto accanto a sé tutti i comitati civici che operano a Taranto. I quali sono abbastanza critici con il ministro, accusato di non voler rispettare le promesse della campagna elettorale. In una nota, Comitato cittadini e lavoratori, Liberi e pensanti, FLMUniti CUB, Giustizia per Taranto, Legamjonici, Tamburi Combattenti, Taranto LIDER, Taranto Respira e Tutta mia la città hanno accusato di tradimento il governo giallo-verde, perché ci sarebbero «segnali inequivocabili» sulla volontà di «scongiurare la chiusura» dell’ acciaieria. «D’ altro canto, come si intenderebbe chiudere se si cederà Ilva a Mittal?». Nulla di nuovo se l’ attore Michele Riondino, tra i leader di Liberi e pensanti, nei giorni scorsi ha attaccato Di Maio, accusandolo di «aver rubato dalle tasche di chi gli ha creduto quei pochi spiccioli di speranza che gli rimaneva». Il documento non è stato firmato da Peacelink Taranto, dalla quale pure proviene l’ europarlamentare grillina Rosa D’ Amato, che però non fa sconti all’ esecutivo. «Arcelor Mittal è contestata in tutto il mondo», ha ringhiato ieri al tavolo il suo presidente Alessandro Marescotti. Invitati anche i rappresentanti tarantini di associazioni nazionali come Fondo antidiossina Onlus (è stato il suo presidente Fabio Matacchiera a diffondere a inizio luglio i video con le emissioni notturne dello stabilimento), Legantitumori Legambiente, Wwf. ISTITUZIONI DIVISE Una pletora di stakeholder, come dicono gli anglosassoni, che ha spinto i rappresentanti della politica tarantina a non presentarsi. Già in mattinata la segreteria di Di Maio ha dovuto depennare dalla lista degli invitati il sindaco Rinaldo Melucci, il presidente della Provincia Martino Tamburrano e altri primi cittadini dell’ area come Francesco Andrioli (State), Luca Lopomo (Crispiano), Fabrizio Quarto (Massafra) e Vito Antonio Punzi (Montemesola). Così, sul versante degli enti locali, erano presentati il governatore della Puglia Michele Emiliano, il presidente della Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere, il governatore della Lombardia Attilio Fontana, il presidente dell’ Autorità portuale di Genova, Paolo Emilio Signorini. Le parti poi hanno fatto notare che nonostante l’ aspetto ambientale sia al centro della trattativa con ArcelorMittal, del ministero guidato dal generale Sergio Costa fosse presente soltanto il capo di gabinetto Pier Luigi Petrillo. C’ erano, tra i dirigenti di Maio, Romolo De Camillis che si occupa di relazioni industriali e Ugo Menziani, titolare degli ammortizzatori sociali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
francesco pacifico

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