11 Ottobre 2012

Fognature, stangata in bolletta

Fognature, stangata in bolletta

Primo incontro a Venezia tra Uvb e associazioni dei consumatori, per la definizione entro dicembre di una carta o una convenzione sugli standard qualitativi minimi e la tipologia dei servizi offerti dai consorzi di bonifica. Una semplificazione resa necessaria dalla diffusione in queste settimane dei bollettini di versamento del contributo 2012 a 1,3 milioni di persone. Che, rispetto al passato, si troveranno a pagare cifre più elevate. «Nessuna maggiorazione tariffaria, e nessuna tassa in più – chiarisce Giuseppe Romano, presidente dell’ Unione veneta bonifiche – Alla quota 2012 per la difesa idraulica e lo scolo delle acque meteoriche, si è aggiunto un arretrato del 2011 per complessivi 5 milioni di euro. Che, dopo un confronto con la Regione e i ricorsi al Tar vinti dai gestori dei servizi idrici integrati, tornano in carico ai consorzi, e quindi dovranno essere versati dagli utenti con effetto retroattivo. Nel 2013, tutto tornerà alla normalità». Alle origini del salasso, una legge regionale del 2009 che aveva esonerato gli immobili urbani serviti da fognatura dal pagamento della quota per lo scolo delle acque meteoriche, con l’ intento di evitare la doppia contribuenza. Ma dopo i ricorsi al Tar dei gestori dei servizi idrici, si è giunti alla conclusione che la tariffa riferita al servizio di fognatura (dalla casa al depuratore) è altra cosa rispetto al sostegno dei costi di gestione e manutenzione della rete di bonifica (dal depuratore al corpo recettore finale). Di conseguenza, la quota di scolo 2011 è tornata in carico ai consorzi, e dovrà essere pagata con un anno di ritardo. Consorzi passati tra il 2009 e il 2010 da 20 a 10, a copertura di oltre l’ 80% del territorio regionale, che si occupano di bonifica e irrigazione, difesa del suolo, tutela e qualità delle acque e gestione dei corpi idrici, affidamento in concessione di opere pubbliche, tutela del paesaggio e protezione civile. E che possono contare su contributi per complessivi 110 milioni di euro, di cui 80 per la bonifica, provenienti per il 55% dalle città e per il 45% dalle campagne, e 30 per l’ irrigazione esclusivamente dalle campagne. «Prevedibile l’ incomprensione, specie tra i contribuenti delle città – precisa Romano – Da qui la più stretta collaborazione con Adico, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, Movimento consumatori e Unc. Per cercare di ridurre al minimo proteste e disagi sul primo esempio di federalismo fiscale applicato nel nostro Paese». © riproduzione riservata.

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