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23 Maggio 2018

FlmU Cub: il piano Taranto prevede la riconversione

«La FlmU Cub si è espressa in modo del tutto contrario a quanto affermato dalle altre sigle, ribadendo la chiusura immediata delle fonti inquinanti». Lo precisa in una nota la segreteria territoriale della Flm (Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti) riferendosi al tavolo sull’ Ilva del Movimento Cinque Stelle convocato l’ altro ieri a Taranto per un confronto con le organizzazioni sindacali. «Riteniamo – viene sottolineato – sia prioritario tutelare la salute dei lavoratori tutelando l’ occupazione. Dopo sessanta anni di avvelenamento tra amianto, polveri minerali varie ed altre sostanze nocive per i lavoratori e per i cittadini crediamo sia arrivato il momento di rimboccarsi le maniche tutti e ridare un futuro migliore a tutti». La Flm Uniti Cub ha presentato ai portavoce pentastellati, tra cui l’ onorevole Lorenzo Fioramonti, consulente economico di Luigi Di Maio, il “Piano Taranto», sottoscritto da associazioni comitati e liberi cittadini. Il nostro auspicio, visto che esiste un piano B, è di intraprendere tutti insieme la strada più giusta per un futuro migliore». No alla «chiusura programmata» dell’ Ilva come previsto dal contratto di Governo, sì ad una riconversione dell’ impianto, trasformandolo da carbone a gas, previa la necessaria bonifica del sito: a chiederlo il Codacons, commentando quanto previsto da Lega e M5s per il Siderurgico pugliese. «Chiudere l’ Ilva – secondo il Codacons – sarebbe un grave errore, sia perché l’ azienda rappresenta una delle poche industrie italiane importanti nel mondo, sia perché ci sarebbero enor mi ricadute occupazionali. L’ azienda può essere invece salvata impedendo la vendita agli indiani di Arcelor-Mittal, bonificando gli impianti e trasformando il sito industriale da carbone a gas, per renderlo compatibile con l’ ambiente e la salute degli abitanti di Taranto. Uno sforzo economico che può essere affrontato sospendendo l’ inutile programma di acquisto di aerei F-35 e destinando le relative risorse all’ Ilva». Si attende intanto la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso straordinario promosso dal Codaco ns contro il piano ambientale Ilva. Su Ilva, ha affermato la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan a margine di un convegno della Fit Cisl sul trasporto aereo, «siamo davvero molto preoccupati per il destino di 20 mila lavoratori tra azienda e indotto, per la centralità dell’ azien da nell’ economia di Taranto, della Puglia e dell’ Italia. La nostra capacità di produrre acciaio di grande qualità ci rende protagonisti del mercato internazionale e l’ Italia non può farne a meno: avremmo ripercussioni davvero drammatiche». A chi le chiedeva dell’ incontro di ieri tra azienda e sindacati, Furlan ha detto: «Spero che si arrivi ad un accordo che rimetta al centro la sicurezza sul lavoro e la garanzia occupazionale». La Uil discuterà «fino a zona Cesarini, anzi, fino allo spogliatoio per non perdere un solo posto di lavoro all’ Ilva di Taranto» ha spiegato invece il segretario generale Carmelo Barba gallo a margine del congresso nazionale della Uilcom.

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