Flessione mensile del 6,4%: la più alta dall’ agosto 2009
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Battuta d’ arresto in aprile per l’ industria italiana. Il fatturato continua a crescere, ma gli ordini segnano una brutta caduta su base mensile. Un segno negativo che alimenta le incertezze sulla tenuta della ripresa. Il fatturato industriale in aprile è salito dell’ 1,5% su marzo. Su base annuale, la crescita è del 14,2%. Gli ordinativi, invece, hanno segnato una flessione mensile del 6,4% (la più alta dall’ agosto 2009), ma rispetto ad aprile 2010 resta una crescita del 5,8%. Secondo i dati Istat, gli indici del fatturato segnano aumenti del 5% per i beni strumentali, del 2,3% per l’ energia e dell’ 1,6% per i beni di consumo. I beni intermedi registrano un calo dell’ 1%. I settori di attività economica con gli aumenti più vistosi sono la produzione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+30.1%), i prodotti chimici (+26,1%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica e elettromedicali, mentre sono in calo i farmaceutici. Quanto agli ordinativi, gli aumenti più alti riguardano i prodotti chimici (+22%) e la metallurgia (+9,9%). Il forte calo degli ordinativi in aprile è dovuto per il 2,6% al mercato interno e per il 12,1% a quello estero.Gli ordini totali su base annua (dati grezzi) segnano una crescita del 15,2%, dovuta alla domanda estera. Nel mese di aprile, il fatturato degli autoveicoli è cresciuto del 5,5% su base annua, mentre gli ordinativi sono scesi del 5,4%. Per il presidente di Confindustria Anie, Guidalberto Guidi, la maggioranza delle aziende italiane "continua ad arrancare". Abbiamo la sensazione di segnali di uscita dalla crisi, ma non siamo usciti completamente dal vortice. Peggio ancora: la ripresa è dovuta per il 90% all’ export e non crea nuovi posti di lavoro. Il segretario confederale di Cisl, Luigi Sbarra, ha dichiarato che "non è più possibile pensare ad una ripresa economica spontanea, perché si corre il rischio di perdere pezzi del nostro sistema industriale". La domanda interna ristagna, bisogna aumentare il reddito delle famiglie. Il segretario confederale dell’ Ugl, Cristina Ricci, chiede una politica industriale con incentivi diretti alle aziende, a condizione che difendano i livelli di produzione e occupazione in Italia. Una nota del Codacons denuncia l’ errore del governo di non voler destinare le risorse disponibili ai consumi delle famiglie. Questo errore viene ora pagato con gli interessi.
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